l capitolo analizza, in prospettiva comparata, l’evoluzione della tutela giuridica degli animali e del loro benessere, evidenziando il passaggio da una concezione patrimoniale dell’animale a modelli fondati sul riconoscimento della sua natura senziente o del suo valore intrinseco. L’indagine muove dagli ordinamenti che hanno costituzionalizzato la protezione animale — tra cui Svizzera, Germania, Belgio, Austria, Slovenia, Brasile e India — per poi esaminare le soluzioni adottate a livello codicistico e legislativo in Europa e in alcuni ordinamenti extraeuropei. Particolare attenzione è dedicata al ruolo dell’art. 13 TFUE e alla distinzione tra sistemi che riconoscono la senzienza animale, sistemi che escludono l’assimilazione degli animali ai beni e ordinamenti ancora ancorati a una visione proprietaria. Il capitolo mette inoltre in luce le persistenti ambiguità normative e le disparità di tutela tra specie animali, ambiti produttivi e contesti d’uso. Infine, viene affrontato il tema della rappresentanza processuale degli interessi degli animali, attraverso l’esame di strumenti quali la legittimazione delle associazioni, gli ombudspersons e altre forme di tutela indiretta. Ne emerge un quadro in evoluzione, nel quale il riconoscimento formale della protezione animale deve ancora confrontarsi con il problema della sua effettività.
La tutela degli animali e del loro benessere nel diritto comparato
Sperti, Angioletta
2026-01-01
Abstract
l capitolo analizza, in prospettiva comparata, l’evoluzione della tutela giuridica degli animali e del loro benessere, evidenziando il passaggio da una concezione patrimoniale dell’animale a modelli fondati sul riconoscimento della sua natura senziente o del suo valore intrinseco. L’indagine muove dagli ordinamenti che hanno costituzionalizzato la protezione animale — tra cui Svizzera, Germania, Belgio, Austria, Slovenia, Brasile e India — per poi esaminare le soluzioni adottate a livello codicistico e legislativo in Europa e in alcuni ordinamenti extraeuropei. Particolare attenzione è dedicata al ruolo dell’art. 13 TFUE e alla distinzione tra sistemi che riconoscono la senzienza animale, sistemi che escludono l’assimilazione degli animali ai beni e ordinamenti ancora ancorati a una visione proprietaria. Il capitolo mette inoltre in luce le persistenti ambiguità normative e le disparità di tutela tra specie animali, ambiti produttivi e contesti d’uso. Infine, viene affrontato il tema della rappresentanza processuale degli interessi degli animali, attraverso l’esame di strumenti quali la legittimazione delle associazioni, gli ombudspersons e altre forme di tutela indiretta. Ne emerge un quadro in evoluzione, nel quale il riconoscimento formale della protezione animale deve ancora confrontarsi con il problema della sua effettività.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


