Il saggio si concentra sul problema del regime delle restituzioni conseguenti alla nullità o all’inefficacia totale dei contratti di mutuo fra consumatori e professionisti. Analizza, in particolare, la disciplina di cui all’art. 125-bis comma 9 TUB – dettata in materia di credito al consumo - e la pronuncia della Corte di Giustizia (Millenium) riguardante la dichiarazione di abusività di una clausola di indicizzazione degli interessi alla valuta estera inserita in un contratto di mutuo immobiliare. Esse convergono nell’attribuire al consumatore tenuto a restituire il capitale la facoltà di chiedere la restituzione degli interessi convenzionali versati, senza però essere tenuto a pagare gli interessi legali sulla somma di cui ha avuto il godimento. Secondo l’autrice, nei contratti di credito conclusi fra professionisti e consumatori l’esenzione dal pagamento del valore di godimento del denaro messo a disposizione del mutuatario si giustifica allo scopo di incoraggiare i consumatori ad avvalersi del rimedio della nullità dove questa si fonda sulla violazione delle disposizioni nazionali di attuazione delle fonti europee. A tal fine è altresì necessario che la nullità del contratto sia imputabile al professionista, che sia radicata su ragioni di ordine pubblico economico e che svolga la funzione di dissuadere i professionisti dal contravvenire a regole di condotta fondamentali nei rapporti con i consumatori.
Le restituzioni nei contratti di credito ai consumatori
elena bargelli
2025-01-01
Abstract
Il saggio si concentra sul problema del regime delle restituzioni conseguenti alla nullità o all’inefficacia totale dei contratti di mutuo fra consumatori e professionisti. Analizza, in particolare, la disciplina di cui all’art. 125-bis comma 9 TUB – dettata in materia di credito al consumo - e la pronuncia della Corte di Giustizia (Millenium) riguardante la dichiarazione di abusività di una clausola di indicizzazione degli interessi alla valuta estera inserita in un contratto di mutuo immobiliare. Esse convergono nell’attribuire al consumatore tenuto a restituire il capitale la facoltà di chiedere la restituzione degli interessi convenzionali versati, senza però essere tenuto a pagare gli interessi legali sulla somma di cui ha avuto il godimento. Secondo l’autrice, nei contratti di credito conclusi fra professionisti e consumatori l’esenzione dal pagamento del valore di godimento del denaro messo a disposizione del mutuatario si giustifica allo scopo di incoraggiare i consumatori ad avvalersi del rimedio della nullità dove questa si fonda sulla violazione delle disposizioni nazionali di attuazione delle fonti europee. A tal fine è altresì necessario che la nullità del contratto sia imputabile al professionista, che sia radicata su ragioni di ordine pubblico economico e che svolga la funzione di dissuadere i professionisti dal contravvenire a regole di condotta fondamentali nei rapporti con i consumatori.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


