Buti, piccolo comune toscano situato nei Monti Pisani, ha una storia strettamente legata alle dinamiche di confine e alle influenze delle grandi potenze regionali di Pisa, Lucca e Firenze. La sua posizione strategica ne ha fatto un luogo nevralgico per le guerre tra queste città nel Medioevo. A partire dal XIII secolo, la giurisdizione dell’Arcivescovado pisano fu gradualmente sostituita da quella della Repubblica di Pisa, che creò punti di controllo per difendersi dalle aggressioni nemiche. L’organizzazione amministrativa introdotta dalla Repubblica portò alla nascita di capitanie locali, anche se alcune enclave monastiche rimasero indipendenti. Il legame tra Buti e l’Arcivescovado è evidente nei dati delle Decime, che indicano la presenza di numerose chiese nel territorio. Tuttavia, dopo la caduta di Pisa nel 1406, molte di queste chiese furono distrutte o abbandonate. La seconda caduta di Pisa nel 1509 portò Buti sotto il definitivo controllo di Firenze che garantì un lungo periodo di pace e stabilità. La popolazione si dedicò quindi all’agricoltura e alla gestione delle risorse idriche tramite l’impianto di numerose manifatture. Il presente studio si propone di ricostruire le dinamiche demografiche e socioeconomiche della comunità di Buti nel medio e lungo periodo attraverso l’analisi sistematica di fonti quantitative d’archivio – nello specifico gli Estimi catastali e gli Stati delle anime – e la loro integrazione in ambiente GIS. L’articolo indaga dunque il complesso rapporto di interdipendenza tra la conformazione del territorio e l’evoluzione della società locale. L’approccio spaziale multiscalare ha permesso di visualizzare geograficamente come le risorse ambientali e la morfologia del paesaggio abbiano condizionato le strategie di insediamento e le dinamiche sociali della popolazione butese. In particolare, l’indagine si sofferma sul ruolo giocato dall’orografia dei Monti Pisani e dalla disponibilità di risorse idriche, fattori che hanno storicamente orientato l’economia locale verso specializzazioni produttive specifiche. La sovrapposizione cartografica dei dati demografici sulla base fisica del territorio rivela infatti la capacità di adattamento della comunità di fronte ai mutamenti offrendo una chiave di lettura sulle logiche di antropizzazione di un’area caratterizzata da forti pendenze e margini boschivi.
DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE E DELLA PROPRIETÁ TERRIERA A BUTI TRA XIII E XVIII SECOLO. UNA ANALISI SPAZIALE E QUANTITATIVA
Grava M.
2026-01-01
Abstract
Buti, piccolo comune toscano situato nei Monti Pisani, ha una storia strettamente legata alle dinamiche di confine e alle influenze delle grandi potenze regionali di Pisa, Lucca e Firenze. La sua posizione strategica ne ha fatto un luogo nevralgico per le guerre tra queste città nel Medioevo. A partire dal XIII secolo, la giurisdizione dell’Arcivescovado pisano fu gradualmente sostituita da quella della Repubblica di Pisa, che creò punti di controllo per difendersi dalle aggressioni nemiche. L’organizzazione amministrativa introdotta dalla Repubblica portò alla nascita di capitanie locali, anche se alcune enclave monastiche rimasero indipendenti. Il legame tra Buti e l’Arcivescovado è evidente nei dati delle Decime, che indicano la presenza di numerose chiese nel territorio. Tuttavia, dopo la caduta di Pisa nel 1406, molte di queste chiese furono distrutte o abbandonate. La seconda caduta di Pisa nel 1509 portò Buti sotto il definitivo controllo di Firenze che garantì un lungo periodo di pace e stabilità. La popolazione si dedicò quindi all’agricoltura e alla gestione delle risorse idriche tramite l’impianto di numerose manifatture. Il presente studio si propone di ricostruire le dinamiche demografiche e socioeconomiche della comunità di Buti nel medio e lungo periodo attraverso l’analisi sistematica di fonti quantitative d’archivio – nello specifico gli Estimi catastali e gli Stati delle anime – e la loro integrazione in ambiente GIS. L’articolo indaga dunque il complesso rapporto di interdipendenza tra la conformazione del territorio e l’evoluzione della società locale. L’approccio spaziale multiscalare ha permesso di visualizzare geograficamente come le risorse ambientali e la morfologia del paesaggio abbiano condizionato le strategie di insediamento e le dinamiche sociali della popolazione butese. In particolare, l’indagine si sofferma sul ruolo giocato dall’orografia dei Monti Pisani e dalla disponibilità di risorse idriche, fattori che hanno storicamente orientato l’economia locale verso specializzazioni produttive specifiche. La sovrapposizione cartografica dei dati demografici sulla base fisica del territorio rivela infatti la capacità di adattamento della comunità di fronte ai mutamenti offrendo una chiave di lettura sulle logiche di antropizzazione di un’area caratterizzata da forti pendenze e margini boschivi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


