Il contributo discute le implicazioni della Geospatial Artificial Intelligence (GeoAI) in un contesto di crescente diffusione di modelli di Intelligenza Artificiale (IA) subsimbolica in ambito geografico e cartografico. In particolare, propone una lettura della GeoAI secondo una duplice configurazione: (a) come agente, intesa come un sistema automatizzato di analisi dei dati geospaziali fondato su reti neurali e modelli predittivi, e (b) come assistente, ovvero come infrastruttura che, attraverso interfacce linguistiche, integra e media i processi di analisi e produzione cartografica a partire da prompt testuali. Si evidenzia come l’incremento delle performance analitiche non sia necessariamente accompagnato da un rafforzamento della trasparenza metodologica, e si discute come l’interazione mediata dal prompting tenda a spostare l’attenzione verso processi difficilmente tracciabili e spiegabili. Il contributo infine riflette sulle implicazioni epistemologiche di tali trasformazioni, mettendo in luce una tensione strutturale tra le potenzialità di automazione e l’emergere di nuove forme di (de) skilling cartografico.
GeoAI come Agente, GeoAI come Assistente. Accuratezza e irregolarità spaziali tra rivoluzioni epistemologiche e forme di (de)skilling cartografico
Antonello Romano
Primo
2026-01-01
Abstract
Il contributo discute le implicazioni della Geospatial Artificial Intelligence (GeoAI) in un contesto di crescente diffusione di modelli di Intelligenza Artificiale (IA) subsimbolica in ambito geografico e cartografico. In particolare, propone una lettura della GeoAI secondo una duplice configurazione: (a) come agente, intesa come un sistema automatizzato di analisi dei dati geospaziali fondato su reti neurali e modelli predittivi, e (b) come assistente, ovvero come infrastruttura che, attraverso interfacce linguistiche, integra e media i processi di analisi e produzione cartografica a partire da prompt testuali. Si evidenzia come l’incremento delle performance analitiche non sia necessariamente accompagnato da un rafforzamento della trasparenza metodologica, e si discute come l’interazione mediata dal prompting tenda a spostare l’attenzione verso processi difficilmente tracciabili e spiegabili. Il contributo infine riflette sulle implicazioni epistemologiche di tali trasformazioni, mettendo in luce una tensione strutturale tra le potenzialità di automazione e l’emergere di nuove forme di (de) skilling cartografico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


