Il poemetto tardo-antico Alcesti di Barcellona mostra una stretta relazione con la tragedia di Euripide. L’anonimo interviene negli spazi lasciati liberi dalla tragedia greca, eliminando le complessità psicologiche che derivano dall’interazione fra i personaggi. Di Admeto è sottolineato il tratto patetico della fragilità; dei suoi genitori viene smascherato l’egoismo; Alcesti si staglia eroicamente, benché la contaminazione con l’elegia di Properzio ne faccia modello esemplare della capacità di sacrificio di ogni donna. Il maggior tratto di differenziazione dalla tragedia greca consiste nello scioglimento luttuoso. Da un lato ciò richiama la storia di Orfeo ed Euridice, in cui solo in tempi più tardi subentrano il fallimento di Orfeo e la morte non seguita da resurrezione di Euridice. Dall’altro si può vedere l’influenza della cultura contemporanea, che concepisce la resurrezione solo nella dimensione miracolistica cristiana e in cui non è credibile che una forza come l’amore semplicemente umano possa infrangere l’irrevocabilità della morte.

Una versione tardoantica del mito di Alcesti: l'Alcesti di Barcellona

ROSSI LINGUANTI, ELENA
2011

Abstract

Il poemetto tardo-antico Alcesti di Barcellona mostra una stretta relazione con la tragedia di Euripide. L’anonimo interviene negli spazi lasciati liberi dalla tragedia greca, eliminando le complessità psicologiche che derivano dall’interazione fra i personaggi. Di Admeto è sottolineato il tratto patetico della fragilità; dei suoi genitori viene smascherato l’egoismo; Alcesti si staglia eroicamente, benché la contaminazione con l’elegia di Properzio ne faccia modello esemplare della capacità di sacrificio di ogni donna. Il maggior tratto di differenziazione dalla tragedia greca consiste nello scioglimento luttuoso. Da un lato ciò richiama la storia di Orfeo ed Euridice, in cui solo in tempi più tardi subentrano il fallimento di Orfeo e la morte non seguita da resurrezione di Euridice. Dall’altro si può vedere l’influenza della cultura contemporanea, che concepisce la resurrezione solo nella dimensione miracolistica cristiana e in cui non è credibile che una forza come l’amore semplicemente umano possa infrangere l’irrevocabilità della morte.
ROSSI LINGUANTI, Elena
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