Nell’affrontare la crisi finanziaria ed economica iniziata nel 2008 gli Stati europei sono ricorsi ad accordi intergovernativi, il cui contenuto andrà comunitarizzato con i tempi e le eventuali insidie giuridiche che molto complicano il quadro istituzionale europeo. Oltre al Trattato sulla stabilità coordinamento e governance dell’Unione economica e monetaria è stato stipulato il Trattato che istituisce un Meccanismo di stabilità1. Il funzionamento del Meccanismo di stabilità sarà complementare non solo rispetto alle disposizioni nel precedente Trattato internazionale, c.d. fiscal compact, ma anche rispetto al ruolo della Banca centrale europea (Bce) nella gestione della crisi del debiti sovrani. In tale ottica si pone anche la decisione della Bce del 6 settembre 2012. Evitando di anticipare quanto si avrà modo di osservare più avanti, si rilevano implicazioni non solo in riferimento alla normazione e al rapporto tra le fonti, ma anche sotto il profilo dell’organizzazione dell’ordinamento europeo. In particolare, si evidenzia un rafforzamento della Bce e una accresciuta dipendenza degli Stati dalla sua “politica” di intervento. Allo stesso tempo appare diminuita la fiducia nella capacità dell’ordinamento di offrire soluzioni alla crisi: di qui il ricorso ad accordi e istituzioni internazionali quali il Mes. Questo pone l’interrogativo circa la tenuta di un ordinamento a “geometria variabile” sempre più complesso2.

L’Europa e la crisi. Gli interventi della Banca centrale europea e la creazione del Meccanismo europeo di stabilità

NUGNES, FRANCESCA
2012

Abstract

Nell’affrontare la crisi finanziaria ed economica iniziata nel 2008 gli Stati europei sono ricorsi ad accordi intergovernativi, il cui contenuto andrà comunitarizzato con i tempi e le eventuali insidie giuridiche che molto complicano il quadro istituzionale europeo. Oltre al Trattato sulla stabilità coordinamento e governance dell’Unione economica e monetaria è stato stipulato il Trattato che istituisce un Meccanismo di stabilità1. Il funzionamento del Meccanismo di stabilità sarà complementare non solo rispetto alle disposizioni nel precedente Trattato internazionale, c.d. fiscal compact, ma anche rispetto al ruolo della Banca centrale europea (Bce) nella gestione della crisi del debiti sovrani. In tale ottica si pone anche la decisione della Bce del 6 settembre 2012. Evitando di anticipare quanto si avrà modo di osservare più avanti, si rilevano implicazioni non solo in riferimento alla normazione e al rapporto tra le fonti, ma anche sotto il profilo dell’organizzazione dell’ordinamento europeo. In particolare, si evidenzia un rafforzamento della Bce e una accresciuta dipendenza degli Stati dalla sua “politica” di intervento. Allo stesso tempo appare diminuita la fiducia nella capacità dell’ordinamento di offrire soluzioni alla crisi: di qui il ricorso ad accordi e istituzioni internazionali quali il Mes. Questo pone l’interrogativo circa la tenuta di un ordinamento a “geometria variabile” sempre più complesso2.
Nugnes, Francesca
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11568/154303
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