Il piacere del mare è vederlo, sentirlo, respirarlo e questo locale, dal sintomatico nome di Arca, stimola l’avventura del protendersi avanti, verso il mare aperto, sfidando i venti, le correnti e le tempeste. Un elemento scultura, sorta di pinna, ne segnala anche da lontano la presenza: una lama di acciaio inox che si trasforma in una seduta in legno di teak, permette la sosta e la conversazione nelle afose serate estive. Sempre in bilico fra il design dei grandi bastimenti di Pulitzer Finali per il Victoria, o di Giò Ponti dell’Andrea Doria e lo streamline americano, il progetto degli spazi interni ricerca l’atmosfera chiara e sospesa del razionalismo mediterraneo che già si era espresso nelle prime navi moderne.

L'Arca 1997

BOSCHI, ANTONELLO
2000-01-01

Abstract

Il piacere del mare è vederlo, sentirlo, respirarlo e questo locale, dal sintomatico nome di Arca, stimola l’avventura del protendersi avanti, verso il mare aperto, sfidando i venti, le correnti e le tempeste. Un elemento scultura, sorta di pinna, ne segnala anche da lontano la presenza: una lama di acciaio inox che si trasforma in una seduta in legno di teak, permette la sosta e la conversazione nelle afose serate estive. Sempre in bilico fra il design dei grandi bastimenti di Pulitzer Finali per il Victoria, o di Giò Ponti dell’Andrea Doria e lo streamline americano, il progetto degli spazi interni ricerca l’atmosfera chiara e sospesa del razionalismo mediterraneo che già si era espresso nelle prime navi moderne.
2000
Boschi, Antonello
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/161783
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