Tavarnelle è da sempre luogo di mercato e di passaggio, testimonianza di quel ruolo strategico che l'abitato esercitava nel controllo delle comunicazioni tra Firenze, Siena e il Chianti. Ancora oggi il traffico caratterizza fortemente l’uso che si fa della città, connotandone usi ed abusi. Il progetto cerca di riportare le pietre tra le pietre, ipotizzando una serie di interventi minimi ma necessari alla sistemazione di piazze e strade. Oggi la nozione di appartenenza si impone con forza sempre più evidente rispetto all’idea di tabula rasa, di spazio infinitamente plasmabile attraverso tecniche e modelli indifferenti ai siti e alle tradizioni. Il tentativo di ristabilire un rapporto più consono fra architettura e ambiente, fra uomo e luoghi autenticamente godibili, sembra passare sempre più attraverso la scelta di materiali appropriati e ricchi di memoria, soprattutto a quelli che fino a qualche lustro fa apparivano insoliti, inattuali, definitivamente archiviati nei manuali di storia dell’architettura. Di qui l’uso della pietra, del travertino e del cotto. Sempre più nello spirito dei luoghi urbani si riconosce l’importanza dei materiali, cercando se non proprio di restituire valori urbani almeno di assicurare una più elevata compatibilità estetica e ambientale.

12898

BOSCHI, ANTONELLO
1999-01-01

Abstract

Tavarnelle è da sempre luogo di mercato e di passaggio, testimonianza di quel ruolo strategico che l'abitato esercitava nel controllo delle comunicazioni tra Firenze, Siena e il Chianti. Ancora oggi il traffico caratterizza fortemente l’uso che si fa della città, connotandone usi ed abusi. Il progetto cerca di riportare le pietre tra le pietre, ipotizzando una serie di interventi minimi ma necessari alla sistemazione di piazze e strade. Oggi la nozione di appartenenza si impone con forza sempre più evidente rispetto all’idea di tabula rasa, di spazio infinitamente plasmabile attraverso tecniche e modelli indifferenti ai siti e alle tradizioni. Il tentativo di ristabilire un rapporto più consono fra architettura e ambiente, fra uomo e luoghi autenticamente godibili, sembra passare sempre più attraverso la scelta di materiali appropriati e ricchi di memoria, soprattutto a quelli che fino a qualche lustro fa apparivano insoliti, inattuali, definitivamente archiviati nei manuali di storia dell’architettura. Di qui l’uso della pietra, del travertino e del cotto. Sempre più nello spirito dei luoghi urbani si riconosce l’importanza dei materiali, cercando se non proprio di restituire valori urbani almeno di assicurare una più elevata compatibilità estetica e ambientale.
Boschi, Antonello
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/166683
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