L'area di selezione è stata quella delle province del litorale toscano, con particolare riguardo a quella delle zone a DOC Morellino di Scansano (Gr) e Val di Cornia (Li). II “Sangiovese” è conosciuto nella zona di produzione del vino Morellino di Scansano come “Morellino”. Sebbene questo sinonimo sia ampiamente utilizzato e condiviso dai tecnici, occorre rilevare la mancanza di studi approfonditi sulla popolazione di questo vitigno nella zona considerata. II lavoro di selezione clonale è stato condotto nell'ambito del progetto “Miglioramento qualitativo delle produzioni vitivinicole e del materiale di propagazione”, secondo le procedure indicate dai metodi ufficiali di selezione genetica e sanitaria, alla luce delle recenti indicazioni fornite dal comitato nazionale per l'omologazione del materiale viticolo e recepite dalla Regione Toscana. Inoltre, nell'area DOC del Morellino di Scansano sono state condotte specifiche indagini ampelografiche, genetiche e sanitarie su un biotipo avente caratteristiche peculiari, conosciuto localmente come “Morellino pizzuto”. Al progetto hanno collaborato: la Sezione di “Patologia Vegetale” del Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose “G. Scaramuzzi”, che ha curato la parte sanitaria, il Dipartimento di Biologia Ambientale di Siena, che ha condotto rilievi sull’identità genetica del materiale in selezione e il DISTAM dell’Università di Firenze al quale è stata affidata la valutazione della qualità dell’uva e dei vini. I criteri di selezione hanno riguardato, in modo particolare, le differenze morfologiche delle foglie (dimensione, tomentosità e altri caratteri), degli acini (spessore della buccia, dimensione dell'acino, rapporto polpa/buccia), la moderata produttività, la limitata vigoria, le caratteristiche del grappolo (possibilmente spargolo), con particolare riferimento alla sua forma e alla dimensione. Inoltre, e stato tenuto conto delle caratteristiche fenologiche e delle potenzialità tecnologiche dell'uva (contenuto in zuccheri, acidità totale, contenuto in antociani e polifenoli). In generale, quindi, il criterio di selezione adottato è stato quello di individuare, nell'ambito della popolazione esistente di ogni zona, un adeguato numero di piante madri che potessero rappresentare un'ampia variabilità dei caratteri sopraindicati, dando comunque priorità a quelli considerati più favorevoli per gli attuali obiettivi viticoli. Nel presente lavoro vengono riferiti i risultati di una serie di osservazioni ampelografiche effettuate durante il quinquennio 1997-2001 su 25 presunti cloni, dei quali 8 individuati in Val di Cornia e 17 nella zona del Morellino di Scansano, che hanno superato tutti i test sanitari e quindi risultano potenzialmente omologabili. Le osservazioni ampelografiche condotte sul germoglio, sulla foglia e sul grappolo mostrano apprezzabili differenze a carico dei presunti cloni considerati. In ognuna delle due zone di selezione e stato possibile individuare tre gruppi di presunti cloni classificabili nell'ambito di uno o più biotipi, che si differenziano tra loro per le caratteristiche del grappolo e dell'acino, inclusa la ricchezza fenolica. Inoltre il biotipo “Morellino pizzuto” è risultato geneticamente diverso dalla popolazione del “Sangiovese” e dai cloni omologati “R10” e “SS-F9-A5-48” utilizzati come riferimento, pur avendo mostrato alcune caratteristiche in comune.

Aspetti agronomici e ampelografici della selezione clonale di Sangiovese nelle zone DOC Val di Cornia e Morellino di Scansano

SCALABRELLI, GIANCARLO;LORETI, FILIBERTO;
2004-01-01

Abstract

L'area di selezione è stata quella delle province del litorale toscano, con particolare riguardo a quella delle zone a DOC Morellino di Scansano (Gr) e Val di Cornia (Li). II “Sangiovese” è conosciuto nella zona di produzione del vino Morellino di Scansano come “Morellino”. Sebbene questo sinonimo sia ampiamente utilizzato e condiviso dai tecnici, occorre rilevare la mancanza di studi approfonditi sulla popolazione di questo vitigno nella zona considerata. II lavoro di selezione clonale è stato condotto nell'ambito del progetto “Miglioramento qualitativo delle produzioni vitivinicole e del materiale di propagazione”, secondo le procedure indicate dai metodi ufficiali di selezione genetica e sanitaria, alla luce delle recenti indicazioni fornite dal comitato nazionale per l'omologazione del materiale viticolo e recepite dalla Regione Toscana. Inoltre, nell'area DOC del Morellino di Scansano sono state condotte specifiche indagini ampelografiche, genetiche e sanitarie su un biotipo avente caratteristiche peculiari, conosciuto localmente come “Morellino pizzuto”. Al progetto hanno collaborato: la Sezione di “Patologia Vegetale” del Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose “G. Scaramuzzi”, che ha curato la parte sanitaria, il Dipartimento di Biologia Ambientale di Siena, che ha condotto rilievi sull’identità genetica del materiale in selezione e il DISTAM dell’Università di Firenze al quale è stata affidata la valutazione della qualità dell’uva e dei vini. I criteri di selezione hanno riguardato, in modo particolare, le differenze morfologiche delle foglie (dimensione, tomentosità e altri caratteri), degli acini (spessore della buccia, dimensione dell'acino, rapporto polpa/buccia), la moderata produttività, la limitata vigoria, le caratteristiche del grappolo (possibilmente spargolo), con particolare riferimento alla sua forma e alla dimensione. Inoltre, e stato tenuto conto delle caratteristiche fenologiche e delle potenzialità tecnologiche dell'uva (contenuto in zuccheri, acidità totale, contenuto in antociani e polifenoli). In generale, quindi, il criterio di selezione adottato è stato quello di individuare, nell'ambito della popolazione esistente di ogni zona, un adeguato numero di piante madri che potessero rappresentare un'ampia variabilità dei caratteri sopraindicati, dando comunque priorità a quelli considerati più favorevoli per gli attuali obiettivi viticoli. Nel presente lavoro vengono riferiti i risultati di una serie di osservazioni ampelografiche effettuate durante il quinquennio 1997-2001 su 25 presunti cloni, dei quali 8 individuati in Val di Cornia e 17 nella zona del Morellino di Scansano, che hanno superato tutti i test sanitari e quindi risultano potenzialmente omologabili. Le osservazioni ampelografiche condotte sul germoglio, sulla foglia e sul grappolo mostrano apprezzabili differenze a carico dei presunti cloni considerati. In ognuna delle due zone di selezione e stato possibile individuare tre gruppi di presunti cloni classificabili nell'ambito di uno o più biotipi, che si differenziano tra loro per le caratteristiche del grappolo e dell'acino, inclusa la ricchezza fenolica. Inoltre il biotipo “Morellino pizzuto” è risultato geneticamente diverso dalla popolazione del “Sangiovese” e dai cloni omologati “R10” e “SS-F9-A5-48” utilizzati come riferimento, pur avendo mostrato alcune caratteristiche in comune.
Scalabrelli, Giancarlo; Loreti, Filiberto; Ferroni, G.
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