Negli ultimi anni si sono intensificati i rapporti tra Università e mercato. L’istituzione universitaria ha assunto, tra le sue funzioni, la realizzazione del trasferimento tecnologico. Ciò presuppone la capacità dell’ente di valorizzare commercialmente le conoscenze di cui è portatore, orientandole al mercato, innescando così fenomeni di sviluppo economico. Il modello societario si rivela, quindi, più adatto a rispondere a tali nuove dinamiche. D’altro canto le Università sempre più spesso costituiscono società strumentali alla realizzazioni della loro attività istituzionali. Dopo aver illustrato le peculiarità della disciplina giuridica applicabile alle due tipologie di strutture societarie, l’autrice si propone di valutare l’opportunità per gli atenei di avvalersi di tali strumenti di diritto privato. La conclusione è che la costituzione di società pare inevitabile per assicurare l’incremento della ricerca applicata. L’autrice auspica però che, in futuro, il legislatore chiarisca meglio i rapporti tra Università e ricerca applicata, al momento assai confusi, razionalizzando gli obiettivi da conseguire e le relative modalità. In un momento successivo, in un quadro giuridico più organico, sarebbe necessario incentivare l’acquisto e l’incremento delle partecipazioni azionarie nelle società spin-off da parte delle Università, ma ciò potrà avvenire solo se il governo deciderà di stanziare maggiori risorse finanziarie a sostegno della ricerca pubblica. Al contrario, per quanto riguarda la decisione di molti atenei di istituire società che svolgano attività amministrative a favore degli stessi enti pubblici, valgono tutti i dubbi in genere nutriti per la generalità delle pubbliche amministrazioni, orientate su tale crinale, segnatamente rappresentati dall’inutile incremento dei costi gestionali, unito ad una minore trasparenza contabile. Tant’è che il legislatore ha tentato di limitarne l’utilizzo finalizzato ad eludere i limiti all’indebitamento, mediante l’obbligo di redazione del bilancio consolidato. Universities and markets. The difficult balance of subsidiary companies In recent years, the relationships between Universities and markets are increased. Academic institutions have assumed, among their functions, the implementation of technology transfer. This requires the capability of translating and commercialising the outputs of early stage university research from the academic world to the business environment, thus triggering phenomena of economic development. Therefore, the corporate model appears best suited to respond to these new dynamics. On the other hand, the Universities often create companies instrumental to the achievements of their institutional activities. The paper illustrates the peculiarities of the legal framework applicable to the two types of corporate structures. As a result, the author aims to assess the opportunity for Universities to use such schemes of private law. The conclusion is that the constitution of companies seems inevitable to ensure the promotion of applied research. However, the author hopes that, in the future, the legislator would clarify the relationship between Universities and applied research, very confused at the time; it is also necessary that rules streamline the objectives to be achieved, as well as the ways. At a later time, in a more rational legal framework, it would be necessary to encourage the Universities to purchase and increase their shareholdings in the spin-off company, but this will only happen if the government will decide to allocate more financial resources to support the public research. Instead, with regard to the decision of many Universities to establish companies that perform administrative tasks for themselves, are valid all the doubts typically fed to the generality of the public administrations, that operate in this way. In particular, such companies increase management costs, combined with lower accounting transparency; so much so that the legislator has tried to restrict its use, because it is aimed at circumventing the limits of indebtedness, by the obligation to prepare consolidated financial statements.

Università e mercato. Il difficile «equilibrio» delle società partecipate

PASSALACQUA, MICHELA
2013

Abstract

Negli ultimi anni si sono intensificati i rapporti tra Università e mercato. L’istituzione universitaria ha assunto, tra le sue funzioni, la realizzazione del trasferimento tecnologico. Ciò presuppone la capacità dell’ente di valorizzare commercialmente le conoscenze di cui è portatore, orientandole al mercato, innescando così fenomeni di sviluppo economico. Il modello societario si rivela, quindi, più adatto a rispondere a tali nuove dinamiche. D’altro canto le Università sempre più spesso costituiscono società strumentali alla realizzazioni della loro attività istituzionali. Dopo aver illustrato le peculiarità della disciplina giuridica applicabile alle due tipologie di strutture societarie, l’autrice si propone di valutare l’opportunità per gli atenei di avvalersi di tali strumenti di diritto privato. La conclusione è che la costituzione di società pare inevitabile per assicurare l’incremento della ricerca applicata. L’autrice auspica però che, in futuro, il legislatore chiarisca meglio i rapporti tra Università e ricerca applicata, al momento assai confusi, razionalizzando gli obiettivi da conseguire e le relative modalità. In un momento successivo, in un quadro giuridico più organico, sarebbe necessario incentivare l’acquisto e l’incremento delle partecipazioni azionarie nelle società spin-off da parte delle Università, ma ciò potrà avvenire solo se il governo deciderà di stanziare maggiori risorse finanziarie a sostegno della ricerca pubblica. Al contrario, per quanto riguarda la decisione di molti atenei di istituire società che svolgano attività amministrative a favore degli stessi enti pubblici, valgono tutti i dubbi in genere nutriti per la generalità delle pubbliche amministrazioni, orientate su tale crinale, segnatamente rappresentati dall’inutile incremento dei costi gestionali, unito ad una minore trasparenza contabile. Tant’è che il legislatore ha tentato di limitarne l’utilizzo finalizzato ad eludere i limiti all’indebitamento, mediante l’obbligo di redazione del bilancio consolidato. Universities and markets. The difficult balance of subsidiary companies In recent years, the relationships between Universities and markets are increased. Academic institutions have assumed, among their functions, the implementation of technology transfer. This requires the capability of translating and commercialising the outputs of early stage university research from the academic world to the business environment, thus triggering phenomena of economic development. Therefore, the corporate model appears best suited to respond to these new dynamics. On the other hand, the Universities often create companies instrumental to the achievements of their institutional activities. The paper illustrates the peculiarities of the legal framework applicable to the two types of corporate structures. As a result, the author aims to assess the opportunity for Universities to use such schemes of private law. The conclusion is that the constitution of companies seems inevitable to ensure the promotion of applied research. However, the author hopes that, in the future, the legislator would clarify the relationship between Universities and applied research, very confused at the time; it is also necessary that rules streamline the objectives to be achieved, as well as the ways. At a later time, in a more rational legal framework, it would be necessary to encourage the Universities to purchase and increase their shareholdings in the spin-off company, but this will only happen if the government will decide to allocate more financial resources to support the public research. Instead, with regard to the decision of many Universities to establish companies that perform administrative tasks for themselves, are valid all the doubts typically fed to the generality of the public administrations, that operate in this way. In particular, such companies increase management costs, combined with lower accounting transparency; so much so that the legislator has tried to restrict its use, because it is aimed at circumventing the limits of indebtedness, by the obligation to prepare consolidated financial statements.
Passalacqua, Michela
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