Per realizzare i fogli geologici in scala 1:50.000 (Progetto CARG) del margine appenninico e della pianura emiliano-romagnola si sono effettuati rilievi di terreno integrati da un'analisi di dati di sottosuolo sia pregressi che appositamente eseguiti. Questi lavori hanno permesso di suddividere l'intera successione alluvionale in due alloformazioni; la superiore, denominata alloformazione emiliano-romagnola superiore, è stata ulteriormente suddivisa in allomembri. La presente nota riguarda i due allomembri sommitali di questa alloformazione (dal basso: allomembro di Sassuolo e allomembro di Ravenna); per l'inferiore dei due viene qui analizzata la sola parte alta denominata unità di Vignola (Gasperi, ed al. 1989). l rilievi effettuati hanno permesso di tracciare l'unità di Vignola e l'allomebro di Ravenna a partire dalle porzioni affioranti nel margine appenninico sino al Mare Adriatico. Le correlazioni stratigrafiche proposte, identificate sulla base delle geometrie dei corpi sedimentari e del riconoscimento di alcuni orizzonti guida, sono tarate da datazioni C-14, analisi biostratigrafiche e palinologiche eseguite sulle carote di nuova realizzazione. L'unità di Vignola affiora limitatamente al margine pedecollinare emiliano-romagnolo; qui essa è ben visib ile negli sbocchi vallivi di molti tra i principali fiumi e torrenti appenninici, dove costituisce un esteso deposito grossolano di conoide alluvionale, caratterizzato da un tipico suolo di colore bruno rossastro scuro. Nel sottosuolo questi depositi grossolani proseguono, e vanno a formare dei livelli a geometria tabulare e spessore plurimetrico, tracciabili sottocorrente per molti chilometri oltre lo sbocco vallivo. Di questi depositi si è realizzata in ciascun foglio geologico un'apposita cartografia tematica che ne rappresenta l'estensione areale e la profondità riferita al livello del mare. Le datazioni C-14 effettuate su sondaggi indicano che l'età dell 'unità di Vignola è compresa tra 18.000 e 40.000 anni B.P. circa. L'unità di Vignola viene sepolta immediatamente a valle del margine pedecollinare dall'allomembro di Ravenna, che rappresenta la porzione affiorante di pressoché tutta la piana alluvionale e costiera dell'Emilia-Romagna. L'allomembro di Ravenna è costituito da depositi alluvionali, passanti lateralmente a depositi litorali e marini. La porzione basale di questa unità è identificata da un livello di pochi metri di argille ricche in sostanza organica che nelle porzioni pedemontane si appoggia direttamente sul suolo al tetto dell'unità di Vignola. Questa livello di argille scure di origine palustre costituisce nel sottosuolo un vero orizzonte guida riconoscibile dal margine appenninico sino alla piana costiera. L'età di questa livello è compresa tra 12.000 e 8.000 anni circa B.P. Verso la costa questo livello si arricchisce di faune salmastre, fino ad interdigitarsi e poi venire eroso dai depositi sabbiosi marini olocenici. Nell'areale costiero questa unità appoggia sui depositi alluvionali sovraconsolidati che costituiscono il tetto dell'unità di Vignola che data 19.000- 21.000 anni B.P. Tra l'unità di Vignola e l'allomembro di Ravenna è quindi documentata una lacuna stratigrafica di 1 0.000 anni circa. L'evoluzione dell'unità di Ravenna, il cui spessore massimo è di poco superiore alla ventina di metri, è molto complessa in relazione ai diversi ambiti della piana alluvionale o costiera. Nelle porzioni alluvionali essa non presenta mai livelli grossolani paragonabili per estensione a quelli tipici dell 'unità di Vignola, ma è generalmente costituita da depositi prevalentemente fini. Nella piana costiera si assiste invece ad un tipico trend trasgressivo-regressivo che porta all'attuale configurazione della fascia costiera (Amorosi, et al. 1999; Foglio 223-Ravenna. Servizio Geologico d'Italia - Regione EmiliaRomagna, in preparazione). In questi ambiti la cartografia di sottosuolo è riferita al tetto dei depositi sabbiosi marini dell'allomembro di Ravenna dei quali viene mappata l'estensione areale e la profondità riferita al livello del mare. Nella parte sommitale dell'allomembro di Ravenna si distingue una allounità pellicolare di pochi metri di spessore: l'Unità di Modena, costituita dai sedimenti più recenti, compresi quelli attualmente evoluzione. In gran parte della pianura emiliano-romagnola l'unità di Modena si appoggia sul suolo di epoca romana; questa unità è costituita da depositi alluvionali, costieri e marini caratterizzati da un basso grado di alterazione pedogenetica e da una buona preservazione delle forme deposizionali

Stratigrafia e cartografia dei depositi tardo pleistocenici ed oloceni della pianura emiliano-romagnola.

SARTI, GIOVANNI;
1999

Abstract

Per realizzare i fogli geologici in scala 1:50.000 (Progetto CARG) del margine appenninico e della pianura emiliano-romagnola si sono effettuati rilievi di terreno integrati da un'analisi di dati di sottosuolo sia pregressi che appositamente eseguiti. Questi lavori hanno permesso di suddividere l'intera successione alluvionale in due alloformazioni; la superiore, denominata alloformazione emiliano-romagnola superiore, è stata ulteriormente suddivisa in allomembri. La presente nota riguarda i due allomembri sommitali di questa alloformazione (dal basso: allomembro di Sassuolo e allomembro di Ravenna); per l'inferiore dei due viene qui analizzata la sola parte alta denominata unità di Vignola (Gasperi, ed al. 1989). l rilievi effettuati hanno permesso di tracciare l'unità di Vignola e l'allomebro di Ravenna a partire dalle porzioni affioranti nel margine appenninico sino al Mare Adriatico. Le correlazioni stratigrafiche proposte, identificate sulla base delle geometrie dei corpi sedimentari e del riconoscimento di alcuni orizzonti guida, sono tarate da datazioni C-14, analisi biostratigrafiche e palinologiche eseguite sulle carote di nuova realizzazione. L'unità di Vignola affiora limitatamente al margine pedecollinare emiliano-romagnolo; qui essa è ben visib ile negli sbocchi vallivi di molti tra i principali fiumi e torrenti appenninici, dove costituisce un esteso deposito grossolano di conoide alluvionale, caratterizzato da un tipico suolo di colore bruno rossastro scuro. Nel sottosuolo questi depositi grossolani proseguono, e vanno a formare dei livelli a geometria tabulare e spessore plurimetrico, tracciabili sottocorrente per molti chilometri oltre lo sbocco vallivo. Di questi depositi si è realizzata in ciascun foglio geologico un'apposita cartografia tematica che ne rappresenta l'estensione areale e la profondità riferita al livello del mare. Le datazioni C-14 effettuate su sondaggi indicano che l'età dell 'unità di Vignola è compresa tra 18.000 e 40.000 anni B.P. circa. L'unità di Vignola viene sepolta immediatamente a valle del margine pedecollinare dall'allomembro di Ravenna, che rappresenta la porzione affiorante di pressoché tutta la piana alluvionale e costiera dell'Emilia-Romagna. L'allomembro di Ravenna è costituito da depositi alluvionali, passanti lateralmente a depositi litorali e marini. La porzione basale di questa unità è identificata da un livello di pochi metri di argille ricche in sostanza organica che nelle porzioni pedemontane si appoggia direttamente sul suolo al tetto dell'unità di Vignola. Questa livello di argille scure di origine palustre costituisce nel sottosuolo un vero orizzonte guida riconoscibile dal margine appenninico sino alla piana costiera. L'età di questa livello è compresa tra 12.000 e 8.000 anni circa B.P. Verso la costa questo livello si arricchisce di faune salmastre, fino ad interdigitarsi e poi venire eroso dai depositi sabbiosi marini olocenici. Nell'areale costiero questa unità appoggia sui depositi alluvionali sovraconsolidati che costituiscono il tetto dell'unità di Vignola che data 19.000- 21.000 anni B.P. Tra l'unità di Vignola e l'allomembro di Ravenna è quindi documentata una lacuna stratigrafica di 1 0.000 anni circa. L'evoluzione dell'unità di Ravenna, il cui spessore massimo è di poco superiore alla ventina di metri, è molto complessa in relazione ai diversi ambiti della piana alluvionale o costiera. Nelle porzioni alluvionali essa non presenta mai livelli grossolani paragonabili per estensione a quelli tipici dell 'unità di Vignola, ma è generalmente costituita da depositi prevalentemente fini. Nella piana costiera si assiste invece ad un tipico trend trasgressivo-regressivo che porta all'attuale configurazione della fascia costiera (Amorosi, et al. 1999; Foglio 223-Ravenna. Servizio Geologico d'Italia - Regione EmiliaRomagna, in preparazione). In questi ambiti la cartografia di sottosuolo è riferita al tetto dei depositi sabbiosi marini dell'allomembro di Ravenna dei quali viene mappata l'estensione areale e la profondità riferita al livello del mare. Nella parte sommitale dell'allomembro di Ravenna si distingue una allounità pellicolare di pochi metri di spessore: l'Unità di Modena, costituita dai sedimenti più recenti, compresi quelli attualmente evoluzione. In gran parte della pianura emiliano-romagnola l'unità di Modena si appoggia sul suolo di epoca romana; questa unità è costituita da depositi alluvionali, costieri e marini caratterizzati da un basso grado di alterazione pedogenetica e da una buona preservazione delle forme deposizionali
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