L’istruzione nono solo è un diritto umano di per sé, ma costituisce altresì un mezzo indispensabile per realizzare altri diritti umani. È considerata come il “veicolo primario” con cui persone emarginate sotto il profilo economico e sociale possono uscire dalla povertà ed ottenere i mezzi per partecipare pienamente alla vita della comunità cui appartengono. Viene ritenuta fondamentale per migliorare le condizioni di vita delle donne, per salvaguardare i minori dallo sfruttamento sia lavorativo che sessuale, per promuovere i diritti umani e la democrazia, per proteggere l’ambiente e per controllare la crescita della popolazione. È descritta come uno dei migliori investimenti (anche sul piano finanziario) che gli Stati possono effettuare. Viene infine messo in rilevo come la sua importanza non sia esclusivamente pratica, in quanto “una mente ben istruita, illuminata ed attiva, capace di spaziare liberamente ed ampiamente è una delle gioie e delle ricompense dell’esistenza umana”. Per quanto concerne i migranti, tale tema assume una valenza specifica, nella misura in cui l’istruzione costituisce una pietra miliare del processo di integrazione dei migranti stessi. Inoltre, in particolare quando essi appartengono ad una cultura che presenti differenze non trascurabili con quella del paese ove si sono trasferiti, sussiste il rischio concreto che quanto trasmesso loro attraverso l’educazione (impartita principalmente, anche se non esclusivamente, da soggetti portatori della loro cultura d’origine, quali i genitori) non si armonizzi facilmente con quanto trasmesso loro attraverso l’istruzione (impartita da soggetti portatori della cultura del paese di accoglienza), il che può essere foriero di problemi rilevanti, in primis per i fanciulli. Fra le funzioni che, in generale, l’istruzione ha vi è anche quella di “fornire agli studenti le conoscenze… le abilità e le competenze di cui avranno bisogno nella vita lavorativa”. Il diritto all’istruzione è qualificato come diritto dell’uomo da varie norme di diritto internazionale, quali la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, il Patto sui diritti economici, sociali e culturali del 1966, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (e nello specifico il suo primo protocollo), la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia del 1989. Gli strumenti internazionali menzionati delineano un sistema in cui gli obblighi degli Stati volti a realizzare il diritto all’istruzione variano in funzione dell’età e del livello culturale dei titolari di tale diritto. Urge pertanto distinguere fra istruzione primaria, secondaria e superiore e di base, presentando tali fattispecie importanti differenze sul piano normativo. Così, mentre l'istruzione primaria è obbligatoria e gratuita, per quella secondaria obbligatorietà e gratuità appaiono piuttosto come un obiettivo da raggiungere. Infine l’istruzione superiore, pur essendo potenzialmente accessibile a tutti, non è progettata a priori per essere poi concretamente impartita all’interezza della popolazione, ma solo ai più meritevoli. Sotto un altro profilo, gli Stati nell'impartire l’istruzione non sono completamente liberi, dovendo tener conto di certi diritti dei genitori ed in particolare del diritto a che i figli siano educati nel rispetto delle convinzioni religiose e filosofiche dei genitori stessi. Per quanto poi concerne l’individuazione dei titolari del diritto all’istruzione internazionalmente garantito, è opportuno precisare che, mentre appare palese che lo Stato debba garantire tale diritto non solo ai propri cittadini, ma anche ai cittadini degli altri Stati membri dell'UE che si stabiliscano sul suo territorio, nonche' ai migranti regolari, la questione è piu' complessa per quanto concerne i migranti irregolari. La comunità internazionale, infatti, sembra oggi divisa sulla sussistenza di un diritto all’istruzione dei migranti in situazione irregolare internazionalmente riconosciuto.

Il diritto all'istruzione come diritto umano

PASQUALI LEONARDO
2012

Abstract

L’istruzione nono solo è un diritto umano di per sé, ma costituisce altresì un mezzo indispensabile per realizzare altri diritti umani. È considerata come il “veicolo primario” con cui persone emarginate sotto il profilo economico e sociale possono uscire dalla povertà ed ottenere i mezzi per partecipare pienamente alla vita della comunità cui appartengono. Viene ritenuta fondamentale per migliorare le condizioni di vita delle donne, per salvaguardare i minori dallo sfruttamento sia lavorativo che sessuale, per promuovere i diritti umani e la democrazia, per proteggere l’ambiente e per controllare la crescita della popolazione. È descritta come uno dei migliori investimenti (anche sul piano finanziario) che gli Stati possono effettuare. Viene infine messo in rilevo come la sua importanza non sia esclusivamente pratica, in quanto “una mente ben istruita, illuminata ed attiva, capace di spaziare liberamente ed ampiamente è una delle gioie e delle ricompense dell’esistenza umana”. Per quanto concerne i migranti, tale tema assume una valenza specifica, nella misura in cui l’istruzione costituisce una pietra miliare del processo di integrazione dei migranti stessi. Inoltre, in particolare quando essi appartengono ad una cultura che presenti differenze non trascurabili con quella del paese ove si sono trasferiti, sussiste il rischio concreto che quanto trasmesso loro attraverso l’educazione (impartita principalmente, anche se non esclusivamente, da soggetti portatori della loro cultura d’origine, quali i genitori) non si armonizzi facilmente con quanto trasmesso loro attraverso l’istruzione (impartita da soggetti portatori della cultura del paese di accoglienza), il che può essere foriero di problemi rilevanti, in primis per i fanciulli. Fra le funzioni che, in generale, l’istruzione ha vi è anche quella di “fornire agli studenti le conoscenze… le abilità e le competenze di cui avranno bisogno nella vita lavorativa”. Il diritto all’istruzione è qualificato come diritto dell’uomo da varie norme di diritto internazionale, quali la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, il Patto sui diritti economici, sociali e culturali del 1966, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (e nello specifico il suo primo protocollo), la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia del 1989. Gli strumenti internazionali menzionati delineano un sistema in cui gli obblighi degli Stati volti a realizzare il diritto all’istruzione variano in funzione dell’età e del livello culturale dei titolari di tale diritto. Urge pertanto distinguere fra istruzione primaria, secondaria e superiore e di base, presentando tali fattispecie importanti differenze sul piano normativo. Così, mentre l'istruzione primaria è obbligatoria e gratuita, per quella secondaria obbligatorietà e gratuità appaiono piuttosto come un obiettivo da raggiungere. Infine l’istruzione superiore, pur essendo potenzialmente accessibile a tutti, non è progettata a priori per essere poi concretamente impartita all’interezza della popolazione, ma solo ai più meritevoli. Sotto un altro profilo, gli Stati nell'impartire l’istruzione non sono completamente liberi, dovendo tener conto di certi diritti dei genitori ed in particolare del diritto a che i figli siano educati nel rispetto delle convinzioni religiose e filosofiche dei genitori stessi. Per quanto poi concerne l’individuazione dei titolari del diritto all’istruzione internazionalmente garantito, è opportuno precisare che, mentre appare palese che lo Stato debba garantire tale diritto non solo ai propri cittadini, ma anche ai cittadini degli altri Stati membri dell'UE che si stabiliscano sul suo territorio, nonche' ai migranti regolari, la questione è piu' complessa per quanto concerne i migranti irregolari. La comunità internazionale, infatti, sembra oggi divisa sulla sussistenza di un diritto all’istruzione dei migranti in situazione irregolare internazionalmente riconosciuto.
Pasquali, Leonardo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/238496
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