Introduzione. E’ ormai noto che l’inquinamento atmosferico danneggia l’apparato respiratorio causando l’insorgenza o l’esacerbazione di patologie respiratorie, aumentando la mortalità per cause respiratorie e riducendo la funzionalità polmonare. Obiettivi. Per completare una precedente stima degli effetti del particolato atmosferico (PM10) sulla mortalità respiratoria in Italia (Faustini et al, ERJ 2011), abbiamo studiato gli effetti del PM10 e del biossido di azoto (NO2) sulla ospedalizzazione per malattie respiratorie. Per la bronco-pneumopatia cronicoostruttiva (BPCO), abbiamo studiato anche un esito combinato, che include sia le ospedalizzazioni d’urgenza sia i decessi in soggetti non ospedalizzati. Metodi. I dati sugli eventi sanitari sono stati raccolti per i soggetti residenti di 35 o più anni in sei città italiane, assieme ai dati sugli inquinanti e sui parametri meteorologici, per il periodo 2001-2005. L’approccio case-crossover, stratificato per intervalli temporali, è stato utilizzato per analizzare l’effetto a breve termine del rialzo della concentrazione di PM10 e NO2 su mortalità e ricorso ospedaliero. Risultati. Si sono avute 106 792 ospedalizzazioni e 5 490morti a casa per patologie respiratorie. Il rischio di ospedalizzazione per patologie respiratorie è aumentato dello 0.63% (IC95% 0.18- 1.09) per incrementi di 10 μg/m3 del PM10 e di 1.14%(IC95% 0.26-2.03) per incrementi di 10 μg/m3 di NO2, entrambi a lag 0. Gli effetti più importanti sono stati osservati per l’incremento dell’NO2 sulle ospedalizzazioni per BPCO (1.27%; lag 0) o per polmonite (2.34%; lag 2-5). Il rischio di morire a casa per cause respiratorie è aumentato del 4.72%per il PM10 e del 7.44%per l’NO2, entrambi a lag 2-5. L’esito combinato (ospedalizzazioni e decessi) ha mostrato un rischio di 0.67% per il PM10 e di 1.58%per l’NO2. I rischi sanitari per tutti gli effetti sono stati più elevati nella stagione calda (aprile-settembre). Conclusioni. Il danno respiratorio causato dall’inquinamento atmosferico è confermato, nelle città italiane, anche dall’aumento delle ospedalizzazioni. L’effetto combinato di mortalità e ospedalizzazioni per BPCO è stato osservato sia per il PM10 sia per l’NO2, con un aumento immediato delle ospedalizzazioni seguito dopo qualche giorno dall’aumento della mortalità nei soggetti non ricoverati.

Incremento di patologie respiratorie come effetto immediato dell’aumento di concentrazione di inquinanti atmosferici

VIGOTTI, MARIA ANGELA;
2011

Abstract

Introduzione. E’ ormai noto che l’inquinamento atmosferico danneggia l’apparato respiratorio causando l’insorgenza o l’esacerbazione di patologie respiratorie, aumentando la mortalità per cause respiratorie e riducendo la funzionalità polmonare. Obiettivi. Per completare una precedente stima degli effetti del particolato atmosferico (PM10) sulla mortalità respiratoria in Italia (Faustini et al, ERJ 2011), abbiamo studiato gli effetti del PM10 e del biossido di azoto (NO2) sulla ospedalizzazione per malattie respiratorie. Per la bronco-pneumopatia cronicoostruttiva (BPCO), abbiamo studiato anche un esito combinato, che include sia le ospedalizzazioni d’urgenza sia i decessi in soggetti non ospedalizzati. Metodi. I dati sugli eventi sanitari sono stati raccolti per i soggetti residenti di 35 o più anni in sei città italiane, assieme ai dati sugli inquinanti e sui parametri meteorologici, per il periodo 2001-2005. L’approccio case-crossover, stratificato per intervalli temporali, è stato utilizzato per analizzare l’effetto a breve termine del rialzo della concentrazione di PM10 e NO2 su mortalità e ricorso ospedaliero. Risultati. Si sono avute 106 792 ospedalizzazioni e 5 490morti a casa per patologie respiratorie. Il rischio di ospedalizzazione per patologie respiratorie è aumentato dello 0.63% (IC95% 0.18- 1.09) per incrementi di 10 μg/m3 del PM10 e di 1.14%(IC95% 0.26-2.03) per incrementi di 10 μg/m3 di NO2, entrambi a lag 0. Gli effetti più importanti sono stati osservati per l’incremento dell’NO2 sulle ospedalizzazioni per BPCO (1.27%; lag 0) o per polmonite (2.34%; lag 2-5). Il rischio di morire a casa per cause respiratorie è aumentato del 4.72%per il PM10 e del 7.44%per l’NO2, entrambi a lag 2-5. L’esito combinato (ospedalizzazioni e decessi) ha mostrato un rischio di 0.67% per il PM10 e di 1.58%per l’NO2. I rischi sanitari per tutti gli effetti sono stati più elevati nella stagione calda (aprile-settembre). Conclusioni. Il danno respiratorio causato dall’inquinamento atmosferico è confermato, nelle città italiane, anche dall’aumento delle ospedalizzazioni. L’effetto combinato di mortalità e ospedalizzazioni per BPCO è stato osservato sia per il PM10 sia per l’NO2, con un aumento immediato delle ospedalizzazioni seguito dopo qualche giorno dall’aumento della mortalità nei soggetti non ricoverati.
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