Introduzione. Dalla fine degli anni ‘60, la Puglia è teatro di una vasta industrializzazione. Le città diManfredonia, Brindisi,Taranto e Bari hanno visto la nascita di insediamenti industriali, di enormi dimensioni, nei settori della chimica di base, della siderurgia, dell’energia e della farmaceutica, spesso costruiti in stretta prossimità degli abitati. Dalla fine degli anni ‘80 la Puglia annovera tre aree a elevato rischio di crisi ambientale:Manfredonia, Brindisi e l’area di Taranto, e cinque siti di interesse nazionale per le bonifiche localizzati nei comuni di Manfredonia, Bari, Taranto e Brindisi. Obiettivi. Stimare l’andamento della mortalità generale e dei tumori respiratori in quinquenni che coprono la finestra temporale 1949-2008. Metodi. Sono stati calcolati gli SMR% (Standardized Mortality Ratio) per le 5 province, adottando come riferimento la popolazione italiana di fonte censuaria fino al 1971; negli altri periodi la popolazione di fonte Istat stimata dalla rilevazione sulla popolazione residente comunale. I dati sanitari sono stati estratti dai volumi Istat sulle cause di morte. Le analisi non sono disaggregate per sesso. Risultati. I risultati sulla mortalità per tutte le cause indicano valori che oscillano intorno alla media nazionale con un range tra -20%e +20%. La mortalità risulta più elevata di quella nazionale in tutte le province a esclusione di Lecce, agli inizi degli anni ‘50 e degli anni ‘90. A Lecce gli SMR% sono sempre inferiori ai valori di riferimento, mentre nel periodo più recente (2006-08) l’unico valore superiore, ai limiti della significatività, si osserva nella provincia diTaranto (5.143 deceduti per anno, SMR% 101,5; LC95% 99,9-103,1). Per tutti i tumori dell’apparato respiratorio gli SMR% si discostano dai valori nazionali con un range tra -50%e +26%. Lamortalità risulta ovunque inferiore fino agli anni ‘80,mentre valori in eccesso statisticamente significativo si osservano agli inizi degli anni ‘90 nella provincia diTaranto (283 deceduti annuali, SMR% 126,5; LC95%119,9-133,2) e in quella di Lecce (425 deceduti annuali, SMR% 106,4; LC95% 102,0-111,1) e ancora a Lecce nei primi anni 2000 (475 deceduti annuali, SMR% 104,4; LC95% 100,2-108,7). Nelle province di Foggia, Bari e Brindisi la mortalità per questi tumori è sempre inferiore a quella nazionale; a Foggia e Lecce l’andamento è crescente negli anni. Conclusioni. Si conferma quanto già noto, che la mortalità totale nelle province pugliesi, dopo i valori elevati degli inizi anni ‘50, risultamediamente inferiore ai valori nazionali, con valori più elevati essenzialmente agli inizi degli anni ‘90.Nello stesso periodo si rilevano a Taranto e Lecce i primi valori in eccesso di mortalità per i tumori del respiratorio. Il lavoro continuerà ampliando le analisi a tutti i tumori e allemalattie respiratorie, e disaggregandole per sesso dal 1969.

Analisi della mortalità nelle province pugliesi dal 1949 al 2008

VIGOTTI, MARIA ANGELA;
2012

Abstract

Introduzione. Dalla fine degli anni ‘60, la Puglia è teatro di una vasta industrializzazione. Le città diManfredonia, Brindisi,Taranto e Bari hanno visto la nascita di insediamenti industriali, di enormi dimensioni, nei settori della chimica di base, della siderurgia, dell’energia e della farmaceutica, spesso costruiti in stretta prossimità degli abitati. Dalla fine degli anni ‘80 la Puglia annovera tre aree a elevato rischio di crisi ambientale:Manfredonia, Brindisi e l’area di Taranto, e cinque siti di interesse nazionale per le bonifiche localizzati nei comuni di Manfredonia, Bari, Taranto e Brindisi. Obiettivi. Stimare l’andamento della mortalità generale e dei tumori respiratori in quinquenni che coprono la finestra temporale 1949-2008. Metodi. Sono stati calcolati gli SMR% (Standardized Mortality Ratio) per le 5 province, adottando come riferimento la popolazione italiana di fonte censuaria fino al 1971; negli altri periodi la popolazione di fonte Istat stimata dalla rilevazione sulla popolazione residente comunale. I dati sanitari sono stati estratti dai volumi Istat sulle cause di morte. Le analisi non sono disaggregate per sesso. Risultati. I risultati sulla mortalità per tutte le cause indicano valori che oscillano intorno alla media nazionale con un range tra -20%e +20%. La mortalità risulta più elevata di quella nazionale in tutte le province a esclusione di Lecce, agli inizi degli anni ‘50 e degli anni ‘90. A Lecce gli SMR% sono sempre inferiori ai valori di riferimento, mentre nel periodo più recente (2006-08) l’unico valore superiore, ai limiti della significatività, si osserva nella provincia diTaranto (5.143 deceduti per anno, SMR% 101,5; LC95% 99,9-103,1). Per tutti i tumori dell’apparato respiratorio gli SMR% si discostano dai valori nazionali con un range tra -50%e +26%. Lamortalità risulta ovunque inferiore fino agli anni ‘80,mentre valori in eccesso statisticamente significativo si osservano agli inizi degli anni ‘90 nella provincia diTaranto (283 deceduti annuali, SMR% 126,5; LC95%119,9-133,2) e in quella di Lecce (425 deceduti annuali, SMR% 106,4; LC95% 102,0-111,1) e ancora a Lecce nei primi anni 2000 (475 deceduti annuali, SMR% 104,4; LC95% 100,2-108,7). Nelle province di Foggia, Bari e Brindisi la mortalità per questi tumori è sempre inferiore a quella nazionale; a Foggia e Lecce l’andamento è crescente negli anni. Conclusioni. Si conferma quanto già noto, che la mortalità totale nelle province pugliesi, dopo i valori elevati degli inizi anni ‘50, risultamediamente inferiore ai valori nazionali, con valori più elevati essenzialmente agli inizi degli anni ‘90.Nello stesso periodo si rilevano a Taranto e Lecce i primi valori in eccesso di mortalità per i tumori del respiratorio. Il lavoro continuerà ampliando le analisi a tutti i tumori e allemalattie respiratorie, e disaggregandole per sesso dal 1969.
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