Introduzione. La città di Brindisi è riconosciuta dalla legge come «area a elevato rischio di crisi ambientale» e sito di interesse nazionale per le bonifiche. Sono molteplici le fonti di inquinamento localizzate a ridosso dell’area urbana: due centrali termoelettriche, un polo petrolchimico, industrie chimiche, farmaceutiche, metallurgiche e manifatturiere situate in direzione Est-Sud-Est e una centrale a carbone tra le più grandi in Europa localizzata a 12 km a Sud-Est della città. Uno studio sugli effetti acuti per gli anni 2003-2005 ha evidenziato un aumento di rischio per alcune specifiche cause di decesso e di ricovero associate a incrementi nella concentrazione di PM10 eNO2. Uno studio sulla qualità dell’aria ha rivelato l’influenza del polo industriale e del porto sulla distribuzione dell’inquinamento atmosferico urbano con livelli di concentrazione dipendenti dalla direzione del vento. Obiettivi. Estendere l’intervallo temporale del precedente studio e valutare la direzione prevalente del vento quale fattore in grado dimodificare l’effetto dell’esposizione sugli esiti in studio. Metodi. Per il periodo 2001-2007 è stato condotto uno studio case-crossover per valutare l’associazione tra la serie giornaliera dei ricoveri non programmati per causa cardiaca, respiratoria e cerebrovascolare e la serie giornaliera di PM10 e NO2. L’associazione tra esiti sanitari e variabili di esposizione è stata valutata con un modello di regressione logistica condizionata tenendo conto dell’effetto confondente della temperatura media, dell’umidità relativa, dell’epidemia influenzale, della diminuzione estiva della popolazione residente e dei giorni di festa. Le stime di effetto sono espresse in termini di variazioni percentuali di incrementi di ricoveri associate a un incremento di 10 μg/m3 di PM10 o NO2. Sono state condotte analisi stratificate per sesso, classe di età e stagione considerando 6 lag singoli (lag0-lag5) e 4 lag cumulati (lag 0-1, 0-2, 0-3 e 1-2). La modificazione di effetto è stata valutata includendo nelmodello un termine di interazione per vento proveniente dal settore 90°-135°. Risultati. I risultati mostrano associazioni positive tra PM10 e ricoveri per cause cardiache e respiratorie e, in particolare per le femmine, tra NO2 e ricoveri per le tre categorie di cause considerate. Si confermano pertanto alcuni risultati del precedente studio, ma ne emergono di nuovi in particolare per il PM10. Sebbene non statisticamente significativo, si è osservato un incremento di rischio in giorni di vento proveniente dal porto e dalla zona industriale. Conclusioni. I risultati di questo studio confermano un rischio sanitario associato all’esposizione a inquinanti atmosferici, nonostante gli inquinanti considerati nell’analisi siano in concentrazione inferiore ai limiti di legge. Ciò potrebbe essere attribuito al complesso scenario emissivo dell’area brindisina che dovrà essere approfondito in studi futuri.

Effetti acuti dell’inquinamento urbano e industriale a Brindisi: analisi case-crossover.

VIGOTTI, MARIA ANGELA
2012

Abstract

Introduzione. La città di Brindisi è riconosciuta dalla legge come «area a elevato rischio di crisi ambientale» e sito di interesse nazionale per le bonifiche. Sono molteplici le fonti di inquinamento localizzate a ridosso dell’area urbana: due centrali termoelettriche, un polo petrolchimico, industrie chimiche, farmaceutiche, metallurgiche e manifatturiere situate in direzione Est-Sud-Est e una centrale a carbone tra le più grandi in Europa localizzata a 12 km a Sud-Est della città. Uno studio sugli effetti acuti per gli anni 2003-2005 ha evidenziato un aumento di rischio per alcune specifiche cause di decesso e di ricovero associate a incrementi nella concentrazione di PM10 eNO2. Uno studio sulla qualità dell’aria ha rivelato l’influenza del polo industriale e del porto sulla distribuzione dell’inquinamento atmosferico urbano con livelli di concentrazione dipendenti dalla direzione del vento. Obiettivi. Estendere l’intervallo temporale del precedente studio e valutare la direzione prevalente del vento quale fattore in grado dimodificare l’effetto dell’esposizione sugli esiti in studio. Metodi. Per il periodo 2001-2007 è stato condotto uno studio case-crossover per valutare l’associazione tra la serie giornaliera dei ricoveri non programmati per causa cardiaca, respiratoria e cerebrovascolare e la serie giornaliera di PM10 e NO2. L’associazione tra esiti sanitari e variabili di esposizione è stata valutata con un modello di regressione logistica condizionata tenendo conto dell’effetto confondente della temperatura media, dell’umidità relativa, dell’epidemia influenzale, della diminuzione estiva della popolazione residente e dei giorni di festa. Le stime di effetto sono espresse in termini di variazioni percentuali di incrementi di ricoveri associate a un incremento di 10 μg/m3 di PM10 o NO2. Sono state condotte analisi stratificate per sesso, classe di età e stagione considerando 6 lag singoli (lag0-lag5) e 4 lag cumulati (lag 0-1, 0-2, 0-3 e 1-2). La modificazione di effetto è stata valutata includendo nelmodello un termine di interazione per vento proveniente dal settore 90°-135°. Risultati. I risultati mostrano associazioni positive tra PM10 e ricoveri per cause cardiache e respiratorie e, in particolare per le femmine, tra NO2 e ricoveri per le tre categorie di cause considerate. Si confermano pertanto alcuni risultati del precedente studio, ma ne emergono di nuovi in particolare per il PM10. Sebbene non statisticamente significativo, si è osservato un incremento di rischio in giorni di vento proveniente dal porto e dalla zona industriale. Conclusioni. I risultati di questo studio confermano un rischio sanitario associato all’esposizione a inquinanti atmosferici, nonostante gli inquinanti considerati nell’analisi siano in concentrazione inferiore ai limiti di legge. Ciò potrebbe essere attribuito al complesso scenario emissivo dell’area brindisina che dovrà essere approfondito in studi futuri.
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