Introduzione. Per valutare l'esposizione della popolazione, gli studi epidemiologici usano solitamente lamedia dei valori di inquinamento dell'aria registrati dalle stazioni urbane di monitoraggio. Ma, in aree industrializzate, questo approccio può presentare criticità perché porta a trascurare: _ le variazioni intraurbane di esposizione dovute alla dinamica tra emissioni e meteorologia; _ le informazioni che possono emergere dal confronto della disomogeneità spaziale fra traccianti locali come SO2 eNO2 e inquinanti più omogenei come la concentrazione di PM10, che potrebbe presentare però differente composizione chimica (non misurata) più sensibile alle sorgenti locali. Questo lavoro è incentrato su due città industrializzate (Brindisi e Taranto) caratterizzate dalla presenza di importanti emissioni industriali, e ad alto rischio ambientale. Obiettivi. Approfondire la valutazione dell'esposizione della popolazione, e conseguente associazione eventuale ai dati di esiti sanitari, attraverso lo studio della variabilità spazio-temporale degli inquinanti valutata nell'anno 2006 a Taranto e Brindisi. Metodi. Sono state analizzate serie di dati meteorologici (direzione e intensità del vento) e di inquinamento (concentrazioni medie giornaliere) misurate in diversi siti nelle due città. Le va riazioni di concentrazione sono state studiate permezzo di indici statistici: il coefficiente di correlazione di Pearson, il 90° percentile delle differenze tra le concentrazioni giornaliere, e un coefficiente di divergenza normalizzato. Risultati. La direzione prevalente del vento è fondamentale nel determinare le aree delle città interessate da esposizione differente. Gli esiti generali dell’analisi mostrano come in entrambe le città si possano individuare zone influenzate da siti industriali e portuali.Tale influenza può essere in primo luogo identificata con i dati di concentrazione di SO2: sottovento a siti industriali, si registrano valori di concentrazione superiori, e correlazione positiva con l'intensità del vento. Maggiore omogeneità spaziale emerge per il particolato, del quale però non si registra una probabile differente composizione chimica in relazione alla presenza di grosse sorgenti locali. Conclusioni.Questi risultati indicano la necessità di cambiare lo schema usuale con cui si sperimenta la relazione tra l'esposizione all'inquinamento dell'aria e gli esiti sanitari, suggerendo di considerare la variabilità intraurbana per gli inquinanti monitorati direttamente, senzamediare assieme valori rappresentativi di differenti esposizioni. Inoltremettono in evidenza come il c.d. tracciante industriale SO2 può surrogare la presenza di sostanze non misurate routinariamente ed emesse da fonti locali, trasportate dal vento locale, adese al particolato. Mentre i risultati specifici hanno diretta applicazione nelle due aree considerate, l'approccio e la metodologia sono potenzialmente applicabili ad altre città industrializzate

Variabilità intraurbana dell'inquinamento in città industrializzate e potenziale impatto sulla esposizione della popolazione

VIGOTTI, MARIA ANGELA
2012

Abstract

Introduzione. Per valutare l'esposizione della popolazione, gli studi epidemiologici usano solitamente lamedia dei valori di inquinamento dell'aria registrati dalle stazioni urbane di monitoraggio. Ma, in aree industrializzate, questo approccio può presentare criticità perché porta a trascurare: _ le variazioni intraurbane di esposizione dovute alla dinamica tra emissioni e meteorologia; _ le informazioni che possono emergere dal confronto della disomogeneità spaziale fra traccianti locali come SO2 eNO2 e inquinanti più omogenei come la concentrazione di PM10, che potrebbe presentare però differente composizione chimica (non misurata) più sensibile alle sorgenti locali. Questo lavoro è incentrato su due città industrializzate (Brindisi e Taranto) caratterizzate dalla presenza di importanti emissioni industriali, e ad alto rischio ambientale. Obiettivi. Approfondire la valutazione dell'esposizione della popolazione, e conseguente associazione eventuale ai dati di esiti sanitari, attraverso lo studio della variabilità spazio-temporale degli inquinanti valutata nell'anno 2006 a Taranto e Brindisi. Metodi. Sono state analizzate serie di dati meteorologici (direzione e intensità del vento) e di inquinamento (concentrazioni medie giornaliere) misurate in diversi siti nelle due città. Le va riazioni di concentrazione sono state studiate permezzo di indici statistici: il coefficiente di correlazione di Pearson, il 90° percentile delle differenze tra le concentrazioni giornaliere, e un coefficiente di divergenza normalizzato. Risultati. La direzione prevalente del vento è fondamentale nel determinare le aree delle città interessate da esposizione differente. Gli esiti generali dell’analisi mostrano come in entrambe le città si possano individuare zone influenzate da siti industriali e portuali.Tale influenza può essere in primo luogo identificata con i dati di concentrazione di SO2: sottovento a siti industriali, si registrano valori di concentrazione superiori, e correlazione positiva con l'intensità del vento. Maggiore omogeneità spaziale emerge per il particolato, del quale però non si registra una probabile differente composizione chimica in relazione alla presenza di grosse sorgenti locali. Conclusioni.Questi risultati indicano la necessità di cambiare lo schema usuale con cui si sperimenta la relazione tra l'esposizione all'inquinamento dell'aria e gli esiti sanitari, suggerendo di considerare la variabilità intraurbana per gli inquinanti monitorati direttamente, senzamediare assieme valori rappresentativi di differenti esposizioni. Inoltremettono in evidenza come il c.d. tracciante industriale SO2 può surrogare la presenza di sostanze non misurate routinariamente ed emesse da fonti locali, trasportate dal vento locale, adese al particolato. Mentre i risultati specifici hanno diretta applicazione nelle due aree considerate, l'approccio e la metodologia sono potenzialmente applicabili ad altre città industrializzate
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