Di fronte ad una crescente omologazione dei caratteri urbanistici e sociali, quale inevitabile prezzo da pagare per una modernità imperniata sul valore di mercato, l’iniziativa dell’approfondimento del Piano di indirizzo territoriale quale Piano paesaggistico della Toscana, promossa dalla Regione Toscana e dall’Università di Firenze, risulta assai importante, in particolare per la valorizzazione del patrimonio territoriale e per la difesa della sua integrità. Succede non di rado, infatti, che il consumo del territorio distrugga ed ignori i valori paesaggistici e socioculturali prodotti nel lungo corso del tempo, salvandone di fatto solo frammenti “simbolici”. Questi vengono conservati senza dignità, privi dell’adeguato contesto ambientale, collocati in un neospazio dominato dal mercato che antepone gli interessi della proprietà privata alla pubblica utilità e che procede per la frammentazione del territorio, uccidendo la memoria storica e invalidando la sua qualità. Considerato, dunque, che il paesaggio è da ritenersi un insieme di codici contemporaneamente architettonici e urbanistici che formano la sua identità, un mosaico di compresenze sincroniche e diacroniche, innestate e serrate strettamente tra loro, sarebbe auspicabile che le unità di esso fossero salvaguardate nella sua integrità laddove le testimonianze sopravvissute lo permettono. Solo una capillare conoscenza delle sedimentazioni storiche può fornire le solide basi per la definizione delle specifiche identità territoriali e per l’interpretazione dei valori del paesaggio da preservare e riqualificare. Come è ben noto, le nostre origini e le tradizioni costituiscono importanti capisaldi per il futuro; in tal senso gli elementi costitutivi del patrimonio territoriale, poiché capaci di raccogliere e mantenere in vita le peculiarità e le tracce del nostro passato, acquistano il loro valore di esistenza. Di conseguenza anche la determinazione delle invarianti dovrebbe derivare da un’attenta analisi del paesaggio non solo dello stato attuale, ma anche di quello del passato, ovvero di tutti fenomeni e fattori che hanno contribuito alla sua formazione e trasformazione. A riguardo di tali valori, nel saggio si espongono in seguito alcune riflessioni riferite al paesaggio rurale toscano. Per la migliore compressione del significato di questi termini si ricorre, inoltre, all’esempio dell'area costiera pisana, confrontando in particolare le due vicine tenute, quella di San Rossore e quella di Tombolo, ambedue situate all'interno del Parco di Migliarino-San Rossore- Massaciuccoli e rappresentanti l'originario ambiente naturale del litorale pisano-lucchese. Entrambe sono caratterizzate dal valore di esistenza inteso nella sua complessità, da quello dell’identità del territorio pisano e da quello dell’integrità del paesaggio. In conclusione, la conoscenza della memoria del territorio, assieme ai suoi aspetti morfologici e tipologici, conduce all’individuazione degli elementi caratterizzanti, agevola l’identificazione delle regole generative, dei modi di manutenzione e di trasformazione del patrimonio territoriale che ne assicurino l'effettiva durevolezza e persistenza; la fruizione e la vivibilità, invece, garantiscono la vitalità del patrimonio e concorrono alla restituzione della sua bellezza e dignità.

Patrimonio territoriale e suoi valori: alcune riflesssioni

KARWACKA, EWA JOLANTA;
2012

Abstract

Di fronte ad una crescente omologazione dei caratteri urbanistici e sociali, quale inevitabile prezzo da pagare per una modernità imperniata sul valore di mercato, l’iniziativa dell’approfondimento del Piano di indirizzo territoriale quale Piano paesaggistico della Toscana, promossa dalla Regione Toscana e dall’Università di Firenze, risulta assai importante, in particolare per la valorizzazione del patrimonio territoriale e per la difesa della sua integrità. Succede non di rado, infatti, che il consumo del territorio distrugga ed ignori i valori paesaggistici e socioculturali prodotti nel lungo corso del tempo, salvandone di fatto solo frammenti “simbolici”. Questi vengono conservati senza dignità, privi dell’adeguato contesto ambientale, collocati in un neospazio dominato dal mercato che antepone gli interessi della proprietà privata alla pubblica utilità e che procede per la frammentazione del territorio, uccidendo la memoria storica e invalidando la sua qualità. Considerato, dunque, che il paesaggio è da ritenersi un insieme di codici contemporaneamente architettonici e urbanistici che formano la sua identità, un mosaico di compresenze sincroniche e diacroniche, innestate e serrate strettamente tra loro, sarebbe auspicabile che le unità di esso fossero salvaguardate nella sua integrità laddove le testimonianze sopravvissute lo permettono. Solo una capillare conoscenza delle sedimentazioni storiche può fornire le solide basi per la definizione delle specifiche identità territoriali e per l’interpretazione dei valori del paesaggio da preservare e riqualificare. Come è ben noto, le nostre origini e le tradizioni costituiscono importanti capisaldi per il futuro; in tal senso gli elementi costitutivi del patrimonio territoriale, poiché capaci di raccogliere e mantenere in vita le peculiarità e le tracce del nostro passato, acquistano il loro valore di esistenza. Di conseguenza anche la determinazione delle invarianti dovrebbe derivare da un’attenta analisi del paesaggio non solo dello stato attuale, ma anche di quello del passato, ovvero di tutti fenomeni e fattori che hanno contribuito alla sua formazione e trasformazione. A riguardo di tali valori, nel saggio si espongono in seguito alcune riflessioni riferite al paesaggio rurale toscano. Per la migliore compressione del significato di questi termini si ricorre, inoltre, all’esempio dell'area costiera pisana, confrontando in particolare le due vicine tenute, quella di San Rossore e quella di Tombolo, ambedue situate all'interno del Parco di Migliarino-San Rossore- Massaciuccoli e rappresentanti l'originario ambiente naturale del litorale pisano-lucchese. Entrambe sono caratterizzate dal valore di esistenza inteso nella sua complessità, da quello dell’identità del territorio pisano e da quello dell’integrità del paesaggio. In conclusione, la conoscenza della memoria del territorio, assieme ai suoi aspetti morfologici e tipologici, conduce all’individuazione degli elementi caratterizzanti, agevola l’identificazione delle regole generative, dei modi di manutenzione e di trasformazione del patrimonio territoriale che ne assicurino l'effettiva durevolezza e persistenza; la fruizione e la vivibilità, invece, garantiscono la vitalità del patrimonio e concorrono alla restituzione della sua bellezza e dignità.
Karwacka, EWA JOLANTA; Salotti, L.
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