Il tema del costo e del gratuito attraversa il teatro di Eduardo De Filippo come uno dei fili rossi che lo intessono, con spessori e intrecci diversi ma, sempre, semanticamente pregnanti. I tre testi drammatici portati a esempio appartengono a tre fasi differenti della ricca produzione eduardiana – Non ti pago! (1940), Filumena Marturano (1946), L’arte della commedia (1964) – trascorrendo dalla “Cantata dei giorni pari” alla prima fino all’ultima “Cantata dei giorni dispari”. Consentono, anche perciò, di analizzare le valenze d’una tematica che, sotto l’aspetto (non indifferente) della transazione economica, esprime valori antropologici, etici e simbolici: dal titolo-battuta di Non ti pago, che allude al tipico commercio dei sogni partenopeo, il gioco del Lotto, alla battuta climax di Filumena (“I figli non si pagano”), che esprime il senso universale d’una Medea alla rovescia, fino al foglio di via prepagato, ma dignitosamente rifiutato dal capocomico Campese, che ingaggia con la miope Autorità (antica e moderna) una lotta a ‘colpi di teatro’ capaci di disturbare e pretendere il riconoscimento non solo dell’“arte della commedia” ma il valore stesso della cultura. The theme of cost and free runs through Eduardo De Filippo’s plays as one of the red threads it is woven with, with different fineness and weaves but always semantically pregnant. The three aforesaid plays belong to three different stages in Eduardo De Filippo’s intensive career as a playwright – Non ti pago! (1940), Filumena Marturano (1946), L’arte della commedia (1964) –, from the “Cantata dei giorni pari” to the “Cantata dei giorni dispari”. So, they also offer an opportunity to explore the dimensions of a theme that, under the (not negligible) cloak of a financial transaction, embodies anthropological, ethical and symbolical values: from the title line in Non ti pago (“I won’t pay you”), hinting at the typical Neapolitan dream-trading custom that is the lottery, to the climaxing line in Filumena (“Children are not for sale”), which expresses the universal feel of a Medea the other way around, through to the prepaid expulsion order, which is decorously turned down by Campese, the actor-manager who engages the short-sighted Authority (both ancient and modern) in a fight by ‘coups de theatre’ that create havoc and call for the endorsement not just of the art of comedy, but of the very value of culture as well.

Il costo e il gratuito nel teatro di Eduardo De Filippo, "Non ti pago", "Filumena Marturano", "L’arte della commedia"

BARSOTTI, ANNA
2013

Abstract

Il tema del costo e del gratuito attraversa il teatro di Eduardo De Filippo come uno dei fili rossi che lo intessono, con spessori e intrecci diversi ma, sempre, semanticamente pregnanti. I tre testi drammatici portati a esempio appartengono a tre fasi differenti della ricca produzione eduardiana – Non ti pago! (1940), Filumena Marturano (1946), L’arte della commedia (1964) – trascorrendo dalla “Cantata dei giorni pari” alla prima fino all’ultima “Cantata dei giorni dispari”. Consentono, anche perciò, di analizzare le valenze d’una tematica che, sotto l’aspetto (non indifferente) della transazione economica, esprime valori antropologici, etici e simbolici: dal titolo-battuta di Non ti pago, che allude al tipico commercio dei sogni partenopeo, il gioco del Lotto, alla battuta climax di Filumena (“I figli non si pagano”), che esprime il senso universale d’una Medea alla rovescia, fino al foglio di via prepagato, ma dignitosamente rifiutato dal capocomico Campese, che ingaggia con la miope Autorità (antica e moderna) una lotta a ‘colpi di teatro’ capaci di disturbare e pretendere il riconoscimento non solo dell’“arte della commedia” ma il valore stesso della cultura. The theme of cost and free runs through Eduardo De Filippo’s plays as one of the red threads it is woven with, with different fineness and weaves but always semantically pregnant. The three aforesaid plays belong to three different stages in Eduardo De Filippo’s intensive career as a playwright – Non ti pago! (1940), Filumena Marturano (1946), L’arte della commedia (1964) –, from the “Cantata dei giorni pari” to the “Cantata dei giorni dispari”. So, they also offer an opportunity to explore the dimensions of a theme that, under the (not negligible) cloak of a financial transaction, embodies anthropological, ethical and symbolical values: from the title line in Non ti pago (“I won’t pay you”), hinting at the typical Neapolitan dream-trading custom that is the lottery, to the climaxing line in Filumena (“Children are not for sale”), which expresses the universal feel of a Medea the other way around, through to the prepaid expulsion order, which is decorously turned down by Campese, the actor-manager who engages the short-sighted Authority (both ancient and modern) in a fight by ‘coups de theatre’ that create havoc and call for the endorsement not just of the art of comedy, but of the very value of culture as well.
Barsotti, Anna
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