Introduzione In seguito a varie espressioni di preoccupazione per l’occorrenza di decessi per leucemie in una zona della Toscana (Valdarno inferiore) è stato avviato uno studio epidemiologico di approfondimento, articolato in più fasi di analisi. Obiettivo L’obiettivo principale della fase di analisi in oggetto è la valutazione della distribuzione spaziale dell’incidenza di tumori linfoematopoietici e l’identificazione di eventuali aree sub-comunali con eccessi significativi di incidenza. Metodi L’area in studio ha compreso 8 comuni della Toscana localizzati tra le province di Firenze e Pisa. La popolazione in studio al 2001 era di 148.494 residenti (di cui 71.985 maschi). Nel periodo 1999-2009 sono stati individuati 1.037 nuovi casi con tumore del sistema linfoematopoietico (di cui 565 maschi), dando conto di una incidenza di 79 casi per 100.000 residenti tra i maschi e di 62 tra le femmine. I casi sono stati individuati tramite i flussi SDO e validati tramite i medici locali e il Registro Tumori Toscano. I tumori sono stati raggruppati in base alla supposta latenza: breve o lunga. Per ogni caso è stata ricostruita la storia residenziale ed è stata effettuata la georeferenziazione. Da parte dell’ARPAT è stata fatta una disamina dei fattori ambientali che potrebbero essere correlati con i tumori in studio. L’area in studio è stata suddivisa in microaree definite aggregando le sezioni di censimento meno popolose a quelle più popolose adiacenti (n=72; popolazione media=2.062,4; DS=2.538,8; range=116-12.890). Per ogni microarea è stato calcolato il Rapporto di Incidenza Standardizzato per classi di età (SIR) utilizzando come riferimento il tasso dell’area totale degli 8 comuni. Il SIR è stato calcolato per area, sesso e tumore. La distribuzione spaziale dei SIR è stata valutata mediante mappatura dei SIR a livello di microarea. Risultati In un’area al confine tra 2 comuni (Vinci ed Empoli) è stato osservato un eccesso significativo di tumori linfoemopoietici (49 osservati e 36 attesi). In un’area nel Comune di Montopoli in Val d’Arno si è osservato tra i maschi un eccesso significativo di tumori a più breve latenza (8 casi e 3 attesi). In un’area tra i Comuni di Cerreto Guidi e San Miniato è stato osservato tra le femmine un eccesso significativo di tumori a lunga latenza (8 casi e 2,6 attesi). Dai dati ambientali si è osservato che il numero delle postazioni radio TV, radio-base e la presenza delle linee ad alta tensione è simile tra le aree. La pressione da traffico è elevata nelle aree segnalate per la presenza in tutte le aree evidenziate di strade con intenso traffico. Conclusioni Lo studio è stato in grado di individuare aree con criticità sia sanitarie sia ambientali da approfondire mediante studi analitici. La fase successiva di analisi prevede una maggiore definizione delle sorgenti di esposizione, una valutazione tumorespecifica, e un’analisi in grado di evidenziare correlazioni tra esposizioni ambientali e incidenza di tumori linfoemopoietici.

Analisi microgeografica dell’incidenza di tumori del sistema linfoematopoietico in una area della regione toscana

VIGOTTI, MARIA ANGELA;
2013

Abstract

Introduzione In seguito a varie espressioni di preoccupazione per l’occorrenza di decessi per leucemie in una zona della Toscana (Valdarno inferiore) è stato avviato uno studio epidemiologico di approfondimento, articolato in più fasi di analisi. Obiettivo L’obiettivo principale della fase di analisi in oggetto è la valutazione della distribuzione spaziale dell’incidenza di tumori linfoematopoietici e l’identificazione di eventuali aree sub-comunali con eccessi significativi di incidenza. Metodi L’area in studio ha compreso 8 comuni della Toscana localizzati tra le province di Firenze e Pisa. La popolazione in studio al 2001 era di 148.494 residenti (di cui 71.985 maschi). Nel periodo 1999-2009 sono stati individuati 1.037 nuovi casi con tumore del sistema linfoematopoietico (di cui 565 maschi), dando conto di una incidenza di 79 casi per 100.000 residenti tra i maschi e di 62 tra le femmine. I casi sono stati individuati tramite i flussi SDO e validati tramite i medici locali e il Registro Tumori Toscano. I tumori sono stati raggruppati in base alla supposta latenza: breve o lunga. Per ogni caso è stata ricostruita la storia residenziale ed è stata effettuata la georeferenziazione. Da parte dell’ARPAT è stata fatta una disamina dei fattori ambientali che potrebbero essere correlati con i tumori in studio. L’area in studio è stata suddivisa in microaree definite aggregando le sezioni di censimento meno popolose a quelle più popolose adiacenti (n=72; popolazione media=2.062,4; DS=2.538,8; range=116-12.890). Per ogni microarea è stato calcolato il Rapporto di Incidenza Standardizzato per classi di età (SIR) utilizzando come riferimento il tasso dell’area totale degli 8 comuni. Il SIR è stato calcolato per area, sesso e tumore. La distribuzione spaziale dei SIR è stata valutata mediante mappatura dei SIR a livello di microarea. Risultati In un’area al confine tra 2 comuni (Vinci ed Empoli) è stato osservato un eccesso significativo di tumori linfoemopoietici (49 osservati e 36 attesi). In un’area nel Comune di Montopoli in Val d’Arno si è osservato tra i maschi un eccesso significativo di tumori a più breve latenza (8 casi e 3 attesi). In un’area tra i Comuni di Cerreto Guidi e San Miniato è stato osservato tra le femmine un eccesso significativo di tumori a lunga latenza (8 casi e 2,6 attesi). Dai dati ambientali si è osservato che il numero delle postazioni radio TV, radio-base e la presenza delle linee ad alta tensione è simile tra le aree. La pressione da traffico è elevata nelle aree segnalate per la presenza in tutte le aree evidenziate di strade con intenso traffico. Conclusioni Lo studio è stato in grado di individuare aree con criticità sia sanitarie sia ambientali da approfondire mediante studi analitici. La fase successiva di analisi prevede una maggiore definizione delle sorgenti di esposizione, una valutazione tumorespecifica, e un’analisi in grado di evidenziare correlazioni tra esposizioni ambientali e incidenza di tumori linfoemopoietici.
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