Com’ è noTo, alle vicende universitarie pisane può essere riconosciuta una speciale rilevanza nella storia del «lungo Sessantotto» italiano, poiché in molte occasioni nella città toscana si manifestarono in anticipo – e con una speciale evidenza – alc une importanti evoluzioni di fondo conosciute dalla mobilitazione studentesca a li vello nazionale. In primo luogo, le occupazioni della Sapienza del gennaio 1964 e del febbraio 1967, quest ’ultima conclusasi con l’elaborazione del Progetto di tesi del sindacato studentesco, rappresentarono altrettanti snodi storici cruciali per la visibilità che venne loro riconosciuta e soprattutto per l’intenso dibattito stimolato in tutta la penisola, anche al di fuori del mondo accademico. Se si ripercorre l’ormai consolidata messe di studi disponibili appare legittimo in tal senso annnoverare Pisa tra i ‘laboratori’ del Sessantotto italiano; al contempo, sembra altrettanto corretto sostenere che la città toscana rappresentò un caso paradigmatico se si volge lo sguardo alle trasformazioni conosciute dall’istituzione universitaria nel suo complesso, e più in dettaglio se si passa sotto esame la condotta tenuta dalle autorità accademiche nei confronti dell’inedita ribellione. Rimandando per una puntuale ric ostruzione dei principali momenti della sollevazione studentesca pisana ai lavori pubblicati sul tema, in questo contributo si proporranno alcu ne prime notazioni adottando come prospettiva quanto accadde sul fronte di chi era investito della responsabilità di governare l’ateneo.

Le istituzioni universitarie e la rivolta. Alessandro Faedo e il caso pisano (1963-1968)

BRECCIA, ALESSANDRO
2013

Abstract

Com’ è noTo, alle vicende universitarie pisane può essere riconosciuta una speciale rilevanza nella storia del «lungo Sessantotto» italiano, poiché in molte occasioni nella città toscana si manifestarono in anticipo – e con una speciale evidenza – alc une importanti evoluzioni di fondo conosciute dalla mobilitazione studentesca a li vello nazionale. In primo luogo, le occupazioni della Sapienza del gennaio 1964 e del febbraio 1967, quest ’ultima conclusasi con l’elaborazione del Progetto di tesi del sindacato studentesco, rappresentarono altrettanti snodi storici cruciali per la visibilità che venne loro riconosciuta e soprattutto per l’intenso dibattito stimolato in tutta la penisola, anche al di fuori del mondo accademico. Se si ripercorre l’ormai consolidata messe di studi disponibili appare legittimo in tal senso annnoverare Pisa tra i ‘laboratori’ del Sessantotto italiano; al contempo, sembra altrettanto corretto sostenere che la città toscana rappresentò un caso paradigmatico se si volge lo sguardo alle trasformazioni conosciute dall’istituzione universitaria nel suo complesso, e più in dettaglio se si passa sotto esame la condotta tenuta dalle autorità accademiche nei confronti dell’inedita ribellione. Rimandando per una puntuale ric ostruzione dei principali momenti della sollevazione studentesca pisana ai lavori pubblicati sul tema, in questo contributo si proporranno alcu ne prime notazioni adottando come prospettiva quanto accadde sul fronte di chi era investito della responsabilità di governare l’ateneo.
Breccia, Alessandro
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