Nell'opera L’Imagination, Jean-Paul Sartre mette a punto una serrata critica alla teoria dell'immagine di Henri Bergson, licenziando la natura inespressiva e non-intenzionale della coscienza bergsoniana. Al fondo della questione, è tuttavia facile rilevare l'opporsi di due concezioni profondamente antitetiche del rapporto coscienza-mondo, che potrebbero essere ridefinite in termini di impressionismo ed espressionismo coscienziale: se in Bergson ogni distanza tra soggetto ed oggetto parrebbe annullarsi secondo i modi di una psicologia alimentare, nella quale si dà contatto immediato (di in-pressione) col mondo, in Sartre la tematizzazione di una distanza ontologica (di ex-pressione) vorrebbe al contrario garantire una presa efficace sul reale. Alla coscienza bergsoniana non rimane allora che scoprirsi preda di un’illusione proiettiva ed allucinatoria? Importanti osservazioni contenute in Matière et Mémoire e nell'Effort intellectuel paiono al contrario dimostrare che è solo attraverso un movimento di tipo espressivo che la coscienza può espletare le proprie funzioni percettive e rammemorative.

Bergson e la non-intenzionalità della coscienza. Riflessioni sulla critica sartriana all'inespressività spirituale

VINCENTI, DENISE
2014-01-01

Abstract

Nell'opera L’Imagination, Jean-Paul Sartre mette a punto una serrata critica alla teoria dell'immagine di Henri Bergson, licenziando la natura inespressiva e non-intenzionale della coscienza bergsoniana. Al fondo della questione, è tuttavia facile rilevare l'opporsi di due concezioni profondamente antitetiche del rapporto coscienza-mondo, che potrebbero essere ridefinite in termini di impressionismo ed espressionismo coscienziale: se in Bergson ogni distanza tra soggetto ed oggetto parrebbe annullarsi secondo i modi di una psicologia alimentare, nella quale si dà contatto immediato (di in-pressione) col mondo, in Sartre la tematizzazione di una distanza ontologica (di ex-pressione) vorrebbe al contrario garantire una presa efficace sul reale. Alla coscienza bergsoniana non rimane allora che scoprirsi preda di un’illusione proiettiva ed allucinatoria? Importanti osservazioni contenute in Matière et Mémoire e nell'Effort intellectuel paiono al contrario dimostrare che è solo attraverso un movimento di tipo espressivo che la coscienza può espletare le proprie funzioni percettive e rammemorative.
2014
Vincenti, Denise
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/706664
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