Il contributo propone una riflessione critica sulla sentenza n. 96/2015 della Corte costituzionale, anche alla luce della travagliata applicazione della disciplina della materia (legge n. 40/2004) nelle sedi giudiziarie comuni, oltre che della condanna che l'Italia ha ricevuto, da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo, per divieto della diagnosi c.d. preimpianto dell'embrione prodotto in vitro, a seguito del caso Costa e Pavan c. Italia, deciso a Strasburgo nel 2012. Viene discussa la soluzione prediletta dalla Corte costituzionale, nel senso dell'accoglimento della questione di legittimità, in quanto altre sarebbero state probabilmente le strade praticabili, a partire dall'applicazione diretta, in sede giudiziaria, del dictum della Corte europea, in casi identici a quello affrontato nel 2012; la decisione di incostituzionalità viene infine discussa per le strategie argomentative, ritenute deboli, adoperate dai Giudici della Consulta per risolvere la questione.

La Corte si pronuncia nuovamente sulla procreazione medicalmente assistita: una dichiarazione di incostituzionalità annunciata ma forse non "scontata" né (del tutto) condivisibile

MALFATTI, ELENA
2015

Abstract

Il contributo propone una riflessione critica sulla sentenza n. 96/2015 della Corte costituzionale, anche alla luce della travagliata applicazione della disciplina della materia (legge n. 40/2004) nelle sedi giudiziarie comuni, oltre che della condanna che l'Italia ha ricevuto, da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo, per divieto della diagnosi c.d. preimpianto dell'embrione prodotto in vitro, a seguito del caso Costa e Pavan c. Italia, deciso a Strasburgo nel 2012. Viene discussa la soluzione prediletta dalla Corte costituzionale, nel senso dell'accoglimento della questione di legittimità, in quanto altre sarebbero state probabilmente le strade praticabili, a partire dall'applicazione diretta, in sede giudiziaria, del dictum della Corte europea, in casi identici a quello affrontato nel 2012; la decisione di incostituzionalità viene infine discussa per le strategie argomentative, ritenute deboli, adoperate dai Giudici della Consulta per risolvere la questione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11568/750350
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