L’ingegneria tessutale sta diventando una metodica applicativa sempre più interessante in molte specialità. La possibilità di rico- struire in vitro un tessuto specializzato pronto al trapianto riveste un’attrazione fatale verso i chirurghi che sognano di avere a dispo- sizione un “ricambio” già disponibile per sostituire le zone anato- miche difettose o mancanti. Tra le specialità interessate dalle nuove frontiere aperte da questa metodica l’Ortopedia assume una rile- vanza quantitativa e qualitativa importante perché, rispetto ad altri tessuti, presenta la difficoltà di integrare cellule deputate a rico- struire un tessuto specializzato (l’osso) con un substrato che deve offrire un supporto tridimensionale, meccanicamente valido, con una componente mista proteica e minerale. Una tecnica valida di ingegneria tessutale che cerchi di ricostruire tessuto osseo dovrà quindi confrontarsi con la selezione di linee cellulari della catena osteogenica, con la creazione di un substrato che abbia caratteristi- che fisiche e chimiche adatte alla adesione di tali linee cellulari e con la selezione di fattori di crescita specifici per la replicazione e differenziazione in senso osteoblastico dei progenitori. Vedremo le differenti sperimentazioni effettuate in vitro ed i risvolti clinici pos- sibili al momento attuale.

Combinazione tra scaffold,cellule staminali e fattori di crescita nella ingegneria tissutale:dalla sperimentazione alla pratica clinica. Scaffold, stem cells and growth factors combination for tissue engineering :from laboratori to clinic.

CAPANNA, RODOLFO;
2006

Abstract

L’ingegneria tessutale sta diventando una metodica applicativa sempre più interessante in molte specialità. La possibilità di rico- struire in vitro un tessuto specializzato pronto al trapianto riveste un’attrazione fatale verso i chirurghi che sognano di avere a dispo- sizione un “ricambio” già disponibile per sostituire le zone anato- miche difettose o mancanti. Tra le specialità interessate dalle nuove frontiere aperte da questa metodica l’Ortopedia assume una rile- vanza quantitativa e qualitativa importante perché, rispetto ad altri tessuti, presenta la difficoltà di integrare cellule deputate a rico- struire un tessuto specializzato (l’osso) con un substrato che deve offrire un supporto tridimensionale, meccanicamente valido, con una componente mista proteica e minerale. Una tecnica valida di ingegneria tessutale che cerchi di ricostruire tessuto osseo dovrà quindi confrontarsi con la selezione di linee cellulari della catena osteogenica, con la creazione di un substrato che abbia caratteristi- che fisiche e chimiche adatte alla adesione di tali linee cellulari e con la selezione di fattori di crescita specifici per la replicazione e differenziazione in senso osteoblastico dei progenitori. Vedremo le differenti sperimentazioni effettuate in vitro ed i risvolti clinici pos- sibili al momento attuale.
Capanna, Rodolfo; De Biase, P; Saccardi, R; Lombardini, L; Graziani, G; Mancini, I.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/801474
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