Il volontariato dei grandi eventi è stato ritenuto una delle manifestazioni più tipiche del “nuovo” volontariato episodico (Cnaan, Handy, 2005) e ha ricevuto una notevole attenzione negli ultimi anni (Fairley et al., 2007; Fayos Gardò et al., 2014; Neufeind et al., 2013; Parris, Peachey, 2012; Wang, Wu, 2014). Gli studi sinora condotti hanno tuttavia affrontato solo marginalmente il tema delle connessioni tra il volontariato degli eventi e le forme e gli attori tipici del volontariato più “convenzionale”. Tra le manifestazioni italiane di volontariato episodico, il “Programma Volontari per Expo Milano 2015” costituisce un caso-studio di notevole interesse per almeno due ragioni. In primo luogo, si tratta del primo Programma nazionale di volontariato per i grandi eventi condotto in collaborazione con attori del volontariato “convenzionale” (Ciessevi e CSVnet) che ha avuto numeri imponenti di volontari, notevole visibilità e ha generato un dibattito significativo dentro e fuori i Centri di Servizio e le organizzazioni di volontariato. In secondo luogo, l’esistenza e i caratteri di questo Programma confermano, a nostro avviso, l’idea - sinora solo prefigurata - che i cambiamenti in senso “post-moderno” del volontariato implichino una significativa riorganizzazione delle pra¬tiche di gestione dei volontari e che in questa riorganizzazione siano rintrac¬cia¬bili opportunità e rischi per il volontariato “convenzionale”. Nel primo paragrafo riprendiamo alcuni elementi fondamentali delle trasformazioni “post-moderne” del volontariato proposte dalla letteratura internazionale, evidenziando, per contrasto, alcuni aspetti chiave del “modello” italiano di volontariato “convenzionale”. Nel secondo paragrafo analizziamo il contesto istituzionale, organizzativo e argomentativo in cui si colloca il Programma e, infine, nel terzo discutiamo opportunità e rischi del “modello” di volontariato “emergente” dal Programma.

Organizzare il volontariato "post-moderno". Sfide e prospettive a partire dal Programma "Volontari per Expo Milano 2015"

GUIDI, RICCARDO;
2016

Abstract

Il volontariato dei grandi eventi è stato ritenuto una delle manifestazioni più tipiche del “nuovo” volontariato episodico (Cnaan, Handy, 2005) e ha ricevuto una notevole attenzione negli ultimi anni (Fairley et al., 2007; Fayos Gardò et al., 2014; Neufeind et al., 2013; Parris, Peachey, 2012; Wang, Wu, 2014). Gli studi sinora condotti hanno tuttavia affrontato solo marginalmente il tema delle connessioni tra il volontariato degli eventi e le forme e gli attori tipici del volontariato più “convenzionale”. Tra le manifestazioni italiane di volontariato episodico, il “Programma Volontari per Expo Milano 2015” costituisce un caso-studio di notevole interesse per almeno due ragioni. In primo luogo, si tratta del primo Programma nazionale di volontariato per i grandi eventi condotto in collaborazione con attori del volontariato “convenzionale” (Ciessevi e CSVnet) che ha avuto numeri imponenti di volontari, notevole visibilità e ha generato un dibattito significativo dentro e fuori i Centri di Servizio e le organizzazioni di volontariato. In secondo luogo, l’esistenza e i caratteri di questo Programma confermano, a nostro avviso, l’idea - sinora solo prefigurata - che i cambiamenti in senso “post-moderno” del volontariato implichino una significativa riorganizzazione delle pra¬tiche di gestione dei volontari e che in questa riorganizzazione siano rintrac¬cia¬bili opportunità e rischi per il volontariato “convenzionale”. Nel primo paragrafo riprendiamo alcuni elementi fondamentali delle trasformazioni “post-moderne” del volontariato proposte dalla letteratura internazionale, evidenziando, per contrasto, alcuni aspetti chiave del “modello” italiano di volontariato “convenzionale”. Nel secondo paragrafo analizziamo il contesto istituzionale, organizzativo e argomentativo in cui si colloca il Programma e, infine, nel terzo discutiamo opportunità e rischi del “modello” di volontariato “emergente” dal Programma.
Guidi, Riccardo; Bonetti, Marta
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