Hunger, opera cinematografica realizzata dall'inglese Steve McQueen nel 2008, costituisce il caso di una rappresentazione del conflitto orientata a elicitare nello spettatore un coinvolgimento corporeo ed emozionale disturbante, all'insegna di una sensorialità intermodale e di un investimento empatico problematico. Il racconto fa centro sulla parte conclusiva della lotta contro le istituzioni britanniche dello storico militante dell'IRA Bobby Sands, fino alla sua morte, avvenuta il 5 maggio del 1981, al termine di uno sciopero della fame a oltranza. Questo testo filmico può meglio venir compreso, soprattutto riguardo la funzione e gli effetti dei suoi tratti espressivi ed enunciativi salienti, se osservato secondo alcune prospettive teorico-metodologiche, da quella neuroestetica a quella semiopragmatica, volte a mettere al centro dell'indagine la densa esperienza senso-motoria, emozionale e cognitiva che propone allo spettatore, solo immergendosi compiutamente nella quale esso può cogliere la posta in gioco di un discorso assiologico e ideologico complesso e aperto, inerente il senso profondo delle tecniche di conflitto adottate da Bobby e dai suoi compagni.

La rivolta e il calvario. Hunger di Steve McQueen

Maurizio Ambrosini
2016-01-01

Abstract

Hunger, opera cinematografica realizzata dall'inglese Steve McQueen nel 2008, costituisce il caso di una rappresentazione del conflitto orientata a elicitare nello spettatore un coinvolgimento corporeo ed emozionale disturbante, all'insegna di una sensorialità intermodale e di un investimento empatico problematico. Il racconto fa centro sulla parte conclusiva della lotta contro le istituzioni britanniche dello storico militante dell'IRA Bobby Sands, fino alla sua morte, avvenuta il 5 maggio del 1981, al termine di uno sciopero della fame a oltranza. Questo testo filmico può meglio venir compreso, soprattutto riguardo la funzione e gli effetti dei suoi tratti espressivi ed enunciativi salienti, se osservato secondo alcune prospettive teorico-metodologiche, da quella neuroestetica a quella semiopragmatica, volte a mettere al centro dell'indagine la densa esperienza senso-motoria, emozionale e cognitiva che propone allo spettatore, solo immergendosi compiutamente nella quale esso può cogliere la posta in gioco di un discorso assiologico e ideologico complesso e aperto, inerente il senso profondo delle tecniche di conflitto adottate da Bobby e dai suoi compagni.
2016
Ambrosini, Maurizio
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