Il lavoro si inserisce nel quadro della filologia assistita da calcolatore e si occupa di un metodo per classificare le informazioni di un apparto critico in vista di operazioni di interrogazione di un database testuale. Le moderne tecnologie e le applicazioni informatiche all’elaborazione del testo, infatti, hanno da tempo prodotto risultati interessanti in vari ambiti linguistici (si veda, per esempio, i lavori relativi al Canterbury Tales Project, il progetto PHILECTRE, i progetti condotti con il sistema TUSTEP, ecc.). La maggioranza di queste esperienze, tuttavia, non si pone come obiettivo di ricerca quello di operare una classificazione delle varianti, mentre lo scopo della presente ricerca è quello di mostrare un approccio sperimentale che, prendendo spunto da redazioni diverse di un’opera occitanica, elabora un’ipotesi di formalizzazione e strutturazione delle varianti di apparato. La scelta del testo, in questa fase iniziale della ricerca, è stata fatta su una tradizione manoscritta limitata a 4 esemplari che non presentano consistenti fenomeni di contaminazione. L’ipotesi verrà in futuro sottoposta ad una verifica più ampia, sia dal punto di vista dell’estensione della tradizione manoscritta, sia da quello della sua complessità intrinseca. 2. Il sistema, come nella prassi filologica tradizionale, si è basato sul raffronto sistematico fra le lezioni dei 4 diversi manoscritti in rapporto ad un testimone scelto come base di collazione. Nei casi in cui almeno un manoscritto fra quelli presi in considerazione differisca dagli altri ho registrato le lezioni di tutti i manoscritti confrontandoli a due a due. In questo modo è avvenuta la corrispondenza della lezione di ciascun manoscritto con quelle di tutti gli altri. L’archivio delle coppie di varianti che si è così venuto costituendo e che è stato disposto in un database ha offerto la possibilità di redigere una tipologia di 9 classi: ciascuna coppia di varianti è stata classificata con la classe di appartenenza. Per le caratteristiche del testo preso in esame la tipologia ritenuta più adatta a coprire la relazione fra le coppie è rappresentata da una scala che, partendo da una massima differenza e in un ordine crescente di somiglianza, procede dalla classe 1 alla classe 9. Classi intermedie sono in grado di organizzare una vasta gamma di situazioni come, per esempio, una differenza lessicale asemantica (classe 3), o una differenza sintattico-morfologica (classe 5). 3. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di offrire ad un filologo la possibilità di gestire in maniera più comoda l’archivio di informazioni testuali tradizionalmente depositato su schede cartacee. Un altro vantaggio è rappresentato dalla possibilità offerta dai calcolatori di eseguire interrogazioni e selezioni in tempo reale. Selezionando, infatti, una classe, è possibile prendere visione immediata di tutti gli elementi dell’apparato critico che il filologo ha ad essa attribuito. Per esempio, per analisi di tipo linguistico e quindi per avere una visione immediata e sinottica delle caratteristiche peculiari di ciascun testimone, è sufficiente fare interrogazioni circa le parti classificate come varianti morfologiche, oppure varianti grafiche, ecc. Ciò è particolarmente utile per quei testi che presentano una sovrapposizione di usi linguistici appartenenti a scriptae diverse. Ho prospettato, infine, la possibilità di attribuire a ciascuna classe un peso numerico in modo tale che il calcolatore possa eseguire calcoli sulle informazioni derivanti dall’apparato critico che il filologo ha registrato. Sottolineo che la responsabilità della classificazione e dell’attribuzione dei pesi è a totale carico del filologo, mentre la macchina non fa che eseguire esclusivamente calcoli, producendo dei risultati. L’interpretazione dei dati da parte di un sistema grafico-tridimensionale, realizzato in collaborazione con specialisti del settore, consente di ipotizzare la visualizzazione delle relazioni fra i codici considerati. Quanto maggiore è la sommatoria derivante dal valore numerico attribuito a ciascuna coppia di varianti, tanto maggiore è la distanza spaziale che separa i codici cui esse appartengono. Questo non significa che il sistema produca uno stemma codicum autonomamente; esso, in realtà, assiste il filologo mostrandogli le conseguenze delle scelte editoriali che egli stesso, sulla base della tradizione manoscritta, ha depositato nell’apparato.

Formalisation des variantes à des fins computationnelles : vérification de l’hypothèse expérimentale sur un texte occitan

CORRADINI, MARIA SOFIA
2005

Abstract

Il lavoro si inserisce nel quadro della filologia assistita da calcolatore e si occupa di un metodo per classificare le informazioni di un apparto critico in vista di operazioni di interrogazione di un database testuale. Le moderne tecnologie e le applicazioni informatiche all’elaborazione del testo, infatti, hanno da tempo prodotto risultati interessanti in vari ambiti linguistici (si veda, per esempio, i lavori relativi al Canterbury Tales Project, il progetto PHILECTRE, i progetti condotti con il sistema TUSTEP, ecc.). La maggioranza di queste esperienze, tuttavia, non si pone come obiettivo di ricerca quello di operare una classificazione delle varianti, mentre lo scopo della presente ricerca è quello di mostrare un approccio sperimentale che, prendendo spunto da redazioni diverse di un’opera occitanica, elabora un’ipotesi di formalizzazione e strutturazione delle varianti di apparato. La scelta del testo, in questa fase iniziale della ricerca, è stata fatta su una tradizione manoscritta limitata a 4 esemplari che non presentano consistenti fenomeni di contaminazione. L’ipotesi verrà in futuro sottoposta ad una verifica più ampia, sia dal punto di vista dell’estensione della tradizione manoscritta, sia da quello della sua complessità intrinseca. 2. Il sistema, come nella prassi filologica tradizionale, si è basato sul raffronto sistematico fra le lezioni dei 4 diversi manoscritti in rapporto ad un testimone scelto come base di collazione. Nei casi in cui almeno un manoscritto fra quelli presi in considerazione differisca dagli altri ho registrato le lezioni di tutti i manoscritti confrontandoli a due a due. In questo modo è avvenuta la corrispondenza della lezione di ciascun manoscritto con quelle di tutti gli altri. L’archivio delle coppie di varianti che si è così venuto costituendo e che è stato disposto in un database ha offerto la possibilità di redigere una tipologia di 9 classi: ciascuna coppia di varianti è stata classificata con la classe di appartenenza. Per le caratteristiche del testo preso in esame la tipologia ritenuta più adatta a coprire la relazione fra le coppie è rappresentata da una scala che, partendo da una massima differenza e in un ordine crescente di somiglianza, procede dalla classe 1 alla classe 9. Classi intermedie sono in grado di organizzare una vasta gamma di situazioni come, per esempio, una differenza lessicale asemantica (classe 3), o una differenza sintattico-morfologica (classe 5). 3. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di offrire ad un filologo la possibilità di gestire in maniera più comoda l’archivio di informazioni testuali tradizionalmente depositato su schede cartacee. Un altro vantaggio è rappresentato dalla possibilità offerta dai calcolatori di eseguire interrogazioni e selezioni in tempo reale. Selezionando, infatti, una classe, è possibile prendere visione immediata di tutti gli elementi dell’apparato critico che il filologo ha ad essa attribuito. Per esempio, per analisi di tipo linguistico e quindi per avere una visione immediata e sinottica delle caratteristiche peculiari di ciascun testimone, è sufficiente fare interrogazioni circa le parti classificate come varianti morfologiche, oppure varianti grafiche, ecc. Ciò è particolarmente utile per quei testi che presentano una sovrapposizione di usi linguistici appartenenti a scriptae diverse. Ho prospettato, infine, la possibilità di attribuire a ciascuna classe un peso numerico in modo tale che il calcolatore possa eseguire calcoli sulle informazioni derivanti dall’apparato critico che il filologo ha registrato. Sottolineo che la responsabilità della classificazione e dell’attribuzione dei pesi è a totale carico del filologo, mentre la macchina non fa che eseguire esclusivamente calcoli, producendo dei risultati. L’interpretazione dei dati da parte di un sistema grafico-tridimensionale, realizzato in collaborazione con specialisti del settore, consente di ipotizzare la visualizzazione delle relazioni fra i codici considerati. Quanto maggiore è la sommatoria derivante dal valore numerico attribuito a ciascuna coppia di varianti, tanto maggiore è la distanza spaziale che separa i codici cui esse appartengono. Questo non significa che il sistema produca uno stemma codicum autonomamente; esso, in realtà, assiste il filologo mostrandogli le conseguenze delle scelte editoriali che egli stesso, sulla base della tradizione manoscritta, ha depositato nell’apparato.
Corradini, MARIA SOFIA
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