The typewritten (1946) and printed (1947) versions of the Canto di Ulisse from "Se questo è un uomo" show a different form of the name of a Levi’s prison mate both in the spelling and in its grammatical function (piccolo, Piccolo vs. Pikolo). The paper surveys the 19th- and 20th-century occurrences of piccolo, Piccolo, Pikkolo in Northern Italian, Austrian and German areas, when referring to errand boys in shops, hotels, cafes and military environments. On this basis, the author wonders whether the word – meaning ‘Kapo’s assistant’ – came in the Lagers from German civilian or military environments, or Levi himself applied the regionalism piccolo to his friend. The reasons behind the choice of this word, in relationship with the deep meaning of "Se questo è un uomo", are eventually examined.

Le versioni dattiloscritte (1946) e a stampa del Canto di Ulisse (Se questo è un uomo, 1947) presentano, riferita a un compagno di prigionia di Levi, una forma che varia nella grafia (piccolo, Piccolo vs. Pikolo) e nello statuto grammaticale. L’articolo censisce le attestazioni otto e novecentesche, in ambito norditaliano, austriaco e tedesco, di piccolo, Piccolo, Pikkolo, riferite a ragazzi che in botteghe, alberghi, caffè o nella vita militare assistono un loro principale. Su questa base si discute se la voce sia passata nei Lager, col senso di ‘attendente del Kapo’, da ambienti civili o militari tedeschi, o se sia stato Levi ad applicare il regionalismo piccolo all’amico. Si esaminano infine, in rapporto al significato profondo di "Se questo è un uomo", le ragioni della scelta di Pikolo con k.

Piccolo/Pikolo in Primo Levi: un italianismo tra i caffè di Vienna e Auschwitz-Monowitz

fabrizio franceschini
Primo
2017

Abstract

Le versioni dattiloscritte (1946) e a stampa del Canto di Ulisse (Se questo è un uomo, 1947) presentano, riferita a un compagno di prigionia di Levi, una forma che varia nella grafia (piccolo, Piccolo vs. Pikolo) e nello statuto grammaticale. L’articolo censisce le attestazioni otto e novecentesche, in ambito norditaliano, austriaco e tedesco, di piccolo, Piccolo, Pikkolo, riferite a ragazzi che in botteghe, alberghi, caffè o nella vita militare assistono un loro principale. Su questa base si discute se la voce sia passata nei Lager, col senso di ‘attendente del Kapo’, da ambienti civili o militari tedeschi, o se sia stato Levi ad applicare il regionalismo piccolo all’amico. Si esaminano infine, in rapporto al significato profondo di "Se questo è un uomo", le ragioni della scelta di Pikolo con k.
Franceschini, Fabrizio
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11568/924574
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact