Nell’ottica progettuale del governo aristocratico di Lucca, la politica annonaria assume un ruolo indispensabile per la conservazione della quiete sociale all’interno dello stato e per il mantenimento della libertas repubblicana. La capacità di penetrazione territoriale di tale politica può essere efficacemente valutata solo alla luce del contesto in cui si manifestano i suoi strumenti di tipo normativo e istituzionale. In questa prospettiva, l’incontro tra le regole annonarie emanate dal potere urbano e le peculiarità locali che formano il contado partecipa alla costruzione del territorio lucchese e alla definizione dei suoi ambiti giurisdizionali, producendo prerogative in grado di certificarvi le pratiche economiche e di modellarvi l’azione delle istituzioni. L’uso mirato delle eccezioni giuridiche che scaturiscono da tali dinamiche determina rapporti di potere specifici e circoscritti, il cui dispiegamento si rivela funzionale alla sopravvivenza politica del ceto aristocratico e alla tenuta generale della Repubblica. Ne deriva una gestione differenziata del territorio da parte del governo urbano, interessato a tutelarne la stabilità complessiva tramite la concessione di specificità normative locali piuttosto che a perseguire un modello amministrativo omogeneamente distribuito su tutto lo stato. In questo quadro politico, la ricostruzione delle pratiche annonarie induce alloraa mettere in discussione la reale efficacia interpretativa della tradizionale suddivisione amministrativa del contado lucchese, inadatta a contestualizzare in modo appropriato le relazioni quotidiane tra governo, sudditi e territorio.

Legge, contrabbando, territorio. L'annona lucchese tra Sei e Settecento

Giuli Matteo
2012

Abstract

Nell’ottica progettuale del governo aristocratico di Lucca, la politica annonaria assume un ruolo indispensabile per la conservazione della quiete sociale all’interno dello stato e per il mantenimento della libertas repubblicana. La capacità di penetrazione territoriale di tale politica può essere efficacemente valutata solo alla luce del contesto in cui si manifestano i suoi strumenti di tipo normativo e istituzionale. In questa prospettiva, l’incontro tra le regole annonarie emanate dal potere urbano e le peculiarità locali che formano il contado partecipa alla costruzione del territorio lucchese e alla definizione dei suoi ambiti giurisdizionali, producendo prerogative in grado di certificarvi le pratiche economiche e di modellarvi l’azione delle istituzioni. L’uso mirato delle eccezioni giuridiche che scaturiscono da tali dinamiche determina rapporti di potere specifici e circoscritti, il cui dispiegamento si rivela funzionale alla sopravvivenza politica del ceto aristocratico e alla tenuta generale della Repubblica. Ne deriva una gestione differenziata del territorio da parte del governo urbano, interessato a tutelarne la stabilità complessiva tramite la concessione di specificità normative locali piuttosto che a perseguire un modello amministrativo omogeneamente distribuito su tutto lo stato. In questo quadro politico, la ricostruzione delle pratiche annonarie induce alloraa mettere in discussione la reale efficacia interpretativa della tradizionale suddivisione amministrativa del contado lucchese, inadatta a contestualizzare in modo appropriato le relazioni quotidiane tra governo, sudditi e territorio.
Giuli, Matteo
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