Eleonora Manca, Maria Lai, Ketty La Rocca: tre artiste italiane appartenenti a tre momenti diversi dell'epoca contemporanea, curiosamente legate da origini analoghe, dislocate tra Toscana e Sardegna e da molti fili che vorrei cercare di dipanare in questa relazione... Eleonora Manca, fotografa e videomaker, fin dall'inizio del suo percorso ha posto il proprio corpo al centro del suo lavoro, facendolo diventare luogo e immagine privilegiata della sua opera. Recentemente, grazie al progetto fotografico “Inventario”, la sua attenzione si sta spostando anche sugli oggetti d'uso quotidiano con i quali il suo corpo si relaziona, oggetti apparentemente privi di importanza che marcano però l'esistenza, che sono impronta e proiezione del sé, come piccole note autobiografiche. Maria Lai, recentemente scomparsa, scultrice, pittrice, installatrice, “innestatrice”, creatrice di legami preziosi tra arte ufficiale e tecniche artigianali e materiali presi dalla vita quotidiana, ha saputo sviluppare un'idea di arte a partire dal vissuto della propria terra – la Sardegna – reinterpretandolo senza mai essere “locale”, tessendo mondi e innestando nuove idee a partire dalla tradizione, dalla storia e dal mito. Ketty La Rocca, artista indipendente e solitaria nel panorama italiano degli anni Sessanta e Settanta, partita dal collage e dalle composizioni poetiche per approdare alla performance, al video e alla fotografia dove il protagonista assoluto diventa il corpo, rivelatore di identità e detentore di un linguaggio primigenio capace di creare legami. Il saggio vuole svelare come il lavoro di Eleonora Manca, sia video che fotografico, condivida alcuni denominatori comuni con le pratiche artistiche di Maria Lai e di Ketty La Rocca, in un rapporto di ideale “sorellanza”, a distanza nel tempo. Tra i fili invisibili e magici che collegano l'operato delle tre artiste, quelli più “resistenti” hanno a che fare con i temi della memoria, della metamorfosi e con la concezione di un'opera d'arte che deve avere la funzione di trait d'union, diventando fautrice di passaggi tra passato e futuro, tra il sé e gli altri. Un tessere la memoria tutto al femminile che ha (ed avuto) come obiettivo inconsapevolmente condiviso tra le tre quello di fare attecchire nuove progettualità e far crescere nuove radici, grazie a un lavoro che non è solo concettuale, ma che si basa anche su un fare manuale, artigiano.

Tessere la memoria : Eleonora Manca, Maria Lai, Ketty La Rocca. Teorie e pratiche artistiche in dialogo

Elena Marcheschi
2018

Abstract

Eleonora Manca, Maria Lai, Ketty La Rocca: tre artiste italiane appartenenti a tre momenti diversi dell'epoca contemporanea, curiosamente legate da origini analoghe, dislocate tra Toscana e Sardegna e da molti fili che vorrei cercare di dipanare in questa relazione... Eleonora Manca, fotografa e videomaker, fin dall'inizio del suo percorso ha posto il proprio corpo al centro del suo lavoro, facendolo diventare luogo e immagine privilegiata della sua opera. Recentemente, grazie al progetto fotografico “Inventario”, la sua attenzione si sta spostando anche sugli oggetti d'uso quotidiano con i quali il suo corpo si relaziona, oggetti apparentemente privi di importanza che marcano però l'esistenza, che sono impronta e proiezione del sé, come piccole note autobiografiche. Maria Lai, recentemente scomparsa, scultrice, pittrice, installatrice, “innestatrice”, creatrice di legami preziosi tra arte ufficiale e tecniche artigianali e materiali presi dalla vita quotidiana, ha saputo sviluppare un'idea di arte a partire dal vissuto della propria terra – la Sardegna – reinterpretandolo senza mai essere “locale”, tessendo mondi e innestando nuove idee a partire dalla tradizione, dalla storia e dal mito. Ketty La Rocca, artista indipendente e solitaria nel panorama italiano degli anni Sessanta e Settanta, partita dal collage e dalle composizioni poetiche per approdare alla performance, al video e alla fotografia dove il protagonista assoluto diventa il corpo, rivelatore di identità e detentore di un linguaggio primigenio capace di creare legami. Il saggio vuole svelare come il lavoro di Eleonora Manca, sia video che fotografico, condivida alcuni denominatori comuni con le pratiche artistiche di Maria Lai e di Ketty La Rocca, in un rapporto di ideale “sorellanza”, a distanza nel tempo. Tra i fili invisibili e magici che collegano l'operato delle tre artiste, quelli più “resistenti” hanno a che fare con i temi della memoria, della metamorfosi e con la concezione di un'opera d'arte che deve avere la funzione di trait d'union, diventando fautrice di passaggi tra passato e futuro, tra il sé e gli altri. Un tessere la memoria tutto al femminile che ha (ed avuto) come obiettivo inconsapevolmente condiviso tra le tre quello di fare attecchire nuove progettualità e far crescere nuove radici, grazie a un lavoro che non è solo concettuale, ma che si basa anche su un fare manuale, artigiano.
Marcheschi, Elena
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