In questi anni (2012-2016) assieme a Francesca Anichini, abbiamo più volte scritto di open data in archeologia sia da un punto di vista legale, sia come battaglia culturale verso l’accessibilità e un cambiamento nella pratica archeologica , sia da un punto di vista tecnico. Sebbene tutto sia cominciato teoricamente nel 2009 , fu a giugno 2012, con la nascita del MOD (il repository Mappa Open Data) che i dati archeologici aperti in Italia diventarono reali. In quella occasione, affrontammo la questione della cosiddetta proprietà intellettuale dei dati archeologici. Decidemmo di parlare di maternità intellettuale. Fu una voluta provocazione: scardinare un sistema ‘maschilista’, proprietario, per adottarne uno aperto. Abolire la proprietà intellettuale, spesso mascherata dietro il concetto di paternità intellettuale, per puntare sulla certezza della madre affinché l’autore dei dati fosse sempre certo, tutelato e valorizzato all’interno del sistema di corrette citazioni proprio della ricerca scientifica. Questo articolo riprende in sintesi quanto già pubblicato, ampliandolo alla luce delle ultime novità e aggiungendo qualche considerazione conclusiva.

La Maternità e la paternità del dato archeologico. L'esempio del MOD (MAPPA Open Data)

Gabriele Gattiglia
Primo
Writing – Review & Editing
2018

Abstract

In questi anni (2012-2016) assieme a Francesca Anichini, abbiamo più volte scritto di open data in archeologia sia da un punto di vista legale, sia come battaglia culturale verso l’accessibilità e un cambiamento nella pratica archeologica , sia da un punto di vista tecnico. Sebbene tutto sia cominciato teoricamente nel 2009 , fu a giugno 2012, con la nascita del MOD (il repository Mappa Open Data) che i dati archeologici aperti in Italia diventarono reali. In quella occasione, affrontammo la questione della cosiddetta proprietà intellettuale dei dati archeologici. Decidemmo di parlare di maternità intellettuale. Fu una voluta provocazione: scardinare un sistema ‘maschilista’, proprietario, per adottarne uno aperto. Abolire la proprietà intellettuale, spesso mascherata dietro il concetto di paternità intellettuale, per puntare sulla certezza della madre affinché l’autore dei dati fosse sempre certo, tutelato e valorizzato all’interno del sistema di corrette citazioni proprio della ricerca scientifica. Questo articolo riprende in sintesi quanto già pubblicato, ampliandolo alla luce delle ultime novità e aggiungendo qualche considerazione conclusiva.
Gattiglia, Gabriele
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