All'interno di una riflessione sulla transizione in Tuscia fra età romana e alto medioevo, l'articolo prende in esame due risorse che restarono con continuità nella sfera di controllo delle autorità pubbliche. L’uno, il sale, era essenziale per la stessa sopravvivenza; l’altro, la seta, aveva un valore voluttuario e simbolico: costituiva uno strumento importante per la rappresentazione del potere e della ricchezza. Lo studio muove dalla ri-contestualizzazione e valorizzazione di una fonte problematica e un poco trascurata, i rotoli di papiro letti e compendiati dal cardinale Deusdedit nel pieno XII secolo.

Il sale e la seta. Sulle risorse pubbliche nel Tirreno settentrionale (secoli V-XI)

Paolo Tomei
2020-01-01

Abstract

All'interno di una riflessione sulla transizione in Tuscia fra età romana e alto medioevo, l'articolo prende in esame due risorse che restarono con continuità nella sfera di controllo delle autorità pubbliche. L’uno, il sale, era essenziale per la stessa sopravvivenza; l’altro, la seta, aveva un valore voluttuario e simbolico: costituiva uno strumento importante per la rappresentazione del potere e della ricchezza. Lo studio muove dalla ri-contestualizzazione e valorizzazione di una fonte problematica e un poco trascurata, i rotoli di papiro letti e compendiati dal cardinale Deusdedit nel pieno XII secolo.
2020
Tomei, Paolo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1055602
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