I centri storici italiani presentano una notevole varietà di tessuti urbani, configurazioni planimetriche e caratteristiche morfologiche, frutto di un’evoluzione che riflette la storia dei siti e le tradizioni locali. Questa complessità rappresenta, da un lato, un significativo valore culturale e architettonico, ma dall’altro rende tali aree particolarmente vulnerabili, soprattutto nei centri storici minori nei quali le azioni di tutela e conservazione sono generalmente più difficili da attivare (Giuliani et al., 2021b; Giuliani et al., 2022). La fragilità dei siti del patrimonio culturale, esposti a minacce naturali e di origine antropica, sta suscitando un crescente interesse da parte della comunità scientifica internazionale (Maio et al., 2018; Bosher et al., 2019; Ravankhah et al., 2019). Dal 2016, la Banca Mondiale ha promosso un programma sul patrimonio culturale resiliente (Stanton-Geddes et al., 2017) attraverso il Global Facility for Disaster Risk and Recovery (GFDRR), mentre la Commissione Europea (Bonazza et al., 2018) sta contribuendo allo studio e alla diffusione di buone pratiche finalizzate a integrare la tutela dei beni culturali nelle strategie nazionali di riduzione dei rischi e di protezione dai disastri dei Paesi membri dell’UE. In Italia, uno dei Paesi europei più esposti al rischio sismico, gli eventi distruttivi degli ultimi anni (in Abruzzo, nel 2009, in Emilia-Romagna nel 2012, nel Centro Italia nel 2016) hanno evidenziato l’urgenza di misure efficaci per la protezione dei centri urbani, in particolare quelli storici. La completa distruzione di diversi insediamenti ha stimolato la ricerca italiana nel campo della sicurezza e della salvaguardia del patrimonio culturale, avviando al contempo una più ampia riflessione sulla valorizzazione dei valori culturali e dell’autenticità (Marra et al., 2019; Giuliani et al., 2021a). Alla luce di queste considerazioni, un ruolo di primaria importanza assume la mitigazione del rischio, che può avvenire attraverso la prevenzione e preparazione, la gestione dell’emergenza e le attività di recupero e ricostruzione. Tuttavia, le strategie di emergenza spesso trascurano le peculiarità dei centri storici, dove la resistenza degli edifici e la conformazione degli spazi aperti influenzano direttamente la sicurezza e l’efficacia delle operazioni di soccorso. Gli spazi aperti come le piazze e le strade svolgono infatti un ruolo strategico, fungendo da percorsi di evacuazione e da aree di raccolta sicure durante le emergenze. Il patrimonio edilizio, invece, incide sul rischio con la resistenza degli edifici, la cui propensione al danneggiamento durante il sisma può costituire una minaccia per la sicurezza degli spazi aperti che possono essere ostruiti dai detriti derivanti dai crolli. Un aspetto cruciale consiste nell’identificazione dei percorsi più sicuri e nella valutazione degli eventuali scenari di ostruzione, tenendo conto della propensione al danneggiamento degli edifici. Questo approccio integra l’analisi della vulnerabilità sismica del patrimonio costruito con le metodologie proprie della pianificazione urbana e territoriale, assicurando una visione complessiva e strategica della gestione del rischio (Giuliani et al., 2019; Cutini et al., 2019). Tale integrazione rappresenta un elemento di novità poiché, nonostante il vasto interesse sul tema, solo un numero limitato di ricerche ha operato con il chiaro intento di combinare i più recenti sviluppi negli ambiti dell’ingegneria sismica, della gestione del rischio e della pianificazione urbanistica (Cara et al., 2018; Aguado et al., 2018; Santarelli et al., 2018; Giuliani et al., 2020; Giuliani et al., 2019). Questo studio si propone di implementare nel borgo di Chianni (PI) strumenti operativi appositamente sviluppati per potenziare l’efficacia della risposta alle emergenze del sistema urbano, integrandoli con le procedure esistenti. Inizialmente, verrà introdotto il concetto di rischio sismico e le relative strategie di gestione in ambito urbano, facendo riferimento alle pratiche e alle esperienze consolidate a livello nazionale. Successivamente, verranno approfonditi gli strumenti operativi che costituiscono il nucleo di una nuova metodologia per la formulazione del Piano di Emergenza, illustrandone infine l’applicazione specifica al contesto di Chianni.
Un approccio integrato alla pianificazione dell’emergenza per la mitigazione del rischio sismico nei centri storici: l’esperienza possibile nel borgo di Chianni (PI)
Anna De FalcoConceptualization
;Chiara FranchiMethodology
;Francesca GiulianiConceptualization
2025-01-01
Abstract
I centri storici italiani presentano una notevole varietà di tessuti urbani, configurazioni planimetriche e caratteristiche morfologiche, frutto di un’evoluzione che riflette la storia dei siti e le tradizioni locali. Questa complessità rappresenta, da un lato, un significativo valore culturale e architettonico, ma dall’altro rende tali aree particolarmente vulnerabili, soprattutto nei centri storici minori nei quali le azioni di tutela e conservazione sono generalmente più difficili da attivare (Giuliani et al., 2021b; Giuliani et al., 2022). La fragilità dei siti del patrimonio culturale, esposti a minacce naturali e di origine antropica, sta suscitando un crescente interesse da parte della comunità scientifica internazionale (Maio et al., 2018; Bosher et al., 2019; Ravankhah et al., 2019). Dal 2016, la Banca Mondiale ha promosso un programma sul patrimonio culturale resiliente (Stanton-Geddes et al., 2017) attraverso il Global Facility for Disaster Risk and Recovery (GFDRR), mentre la Commissione Europea (Bonazza et al., 2018) sta contribuendo allo studio e alla diffusione di buone pratiche finalizzate a integrare la tutela dei beni culturali nelle strategie nazionali di riduzione dei rischi e di protezione dai disastri dei Paesi membri dell’UE. In Italia, uno dei Paesi europei più esposti al rischio sismico, gli eventi distruttivi degli ultimi anni (in Abruzzo, nel 2009, in Emilia-Romagna nel 2012, nel Centro Italia nel 2016) hanno evidenziato l’urgenza di misure efficaci per la protezione dei centri urbani, in particolare quelli storici. La completa distruzione di diversi insediamenti ha stimolato la ricerca italiana nel campo della sicurezza e della salvaguardia del patrimonio culturale, avviando al contempo una più ampia riflessione sulla valorizzazione dei valori culturali e dell’autenticità (Marra et al., 2019; Giuliani et al., 2021a). Alla luce di queste considerazioni, un ruolo di primaria importanza assume la mitigazione del rischio, che può avvenire attraverso la prevenzione e preparazione, la gestione dell’emergenza e le attività di recupero e ricostruzione. Tuttavia, le strategie di emergenza spesso trascurano le peculiarità dei centri storici, dove la resistenza degli edifici e la conformazione degli spazi aperti influenzano direttamente la sicurezza e l’efficacia delle operazioni di soccorso. Gli spazi aperti come le piazze e le strade svolgono infatti un ruolo strategico, fungendo da percorsi di evacuazione e da aree di raccolta sicure durante le emergenze. Il patrimonio edilizio, invece, incide sul rischio con la resistenza degli edifici, la cui propensione al danneggiamento durante il sisma può costituire una minaccia per la sicurezza degli spazi aperti che possono essere ostruiti dai detriti derivanti dai crolli. Un aspetto cruciale consiste nell’identificazione dei percorsi più sicuri e nella valutazione degli eventuali scenari di ostruzione, tenendo conto della propensione al danneggiamento degli edifici. Questo approccio integra l’analisi della vulnerabilità sismica del patrimonio costruito con le metodologie proprie della pianificazione urbana e territoriale, assicurando una visione complessiva e strategica della gestione del rischio (Giuliani et al., 2019; Cutini et al., 2019). Tale integrazione rappresenta un elemento di novità poiché, nonostante il vasto interesse sul tema, solo un numero limitato di ricerche ha operato con il chiaro intento di combinare i più recenti sviluppi negli ambiti dell’ingegneria sismica, della gestione del rischio e della pianificazione urbanistica (Cara et al., 2018; Aguado et al., 2018; Santarelli et al., 2018; Giuliani et al., 2020; Giuliani et al., 2019). Questo studio si propone di implementare nel borgo di Chianni (PI) strumenti operativi appositamente sviluppati per potenziare l’efficacia della risposta alle emergenze del sistema urbano, integrandoli con le procedure esistenti. Inizialmente, verrà introdotto il concetto di rischio sismico e le relative strategie di gestione in ambito urbano, facendo riferimento alle pratiche e alle esperienze consolidate a livello nazionale. Successivamente, verranno approfonditi gli strumenti operativi che costituiscono il nucleo di una nuova metodologia per la formulazione del Piano di Emergenza, illustrandone infine l’applicazione specifica al contesto di Chianni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


