Da cap. Introduzione: I recenti nubifragi, così come quelli del 2011, 2010 e del 2009, hanno evidenziato ancora una volta la fragilità idrogeologica di un territorio in cui è sempre più difficile intervenire in materia di salvaguardia, sia per difficoltà strutturali, sia per cronica mancanza di investimenti. Ecco che, in tal senso, può essere estremamente utile disporre almeno di piani di allertamento che contribuiscano efficacemente nella gestione del rischio. In Valle del Serchio e in generale in Toscana settentrionale, piogge intense e concentrate si verificano piuttosto frequentemente, causando alluvioni e frane superficiali rapide (soil slip e debris flow, D’AMATO AVANZI et al., 2004). Ai fini della previsione di tali fenomeni e dell’allertamento delle strutture di Protezione Civile e della popolazione esposta al rischio, risulta particolarmente importante la conoscenza dei valori soglia, ovvero dei livelli minimi di pioggia necessari per il loro innesco. A tal proposito, il Gruppo di Geologia Applicata dell’Università di Pisa svolge da anni ricerche atte alla definizione delle soglie pluviometriche critiche per alcune aree a maggior rischio di frana della Toscana settentrionale e della Liguria orientale (GIANNECCHINI, 2006; GIANNECCHINI et al., 2010, 2012). Per la determinazione delle soglie pluviometriche critiche sono possibili due differenti approcci. Il primo comporta l’utilizzo di modelli deterministici che tengano conto del rapporto fra precipitazioni, pressione neutra e condizioni di stabilità dei versanti (MONTGOMERY & DIETRICH, 1994); il secondo, di tipo empirico o statistico, è basato sull’analisi a posteriori delle relazioni fra caratteristiche di pioggia e fenomeni d’instabilità (CAINE, 1980, GUZZETTI et al., 2008). Quest’ultimo approccio è stato utilizzato per definire le soglie pluviometriche per l’innesco di frane superficiali nella Media Valle del Serchio (Fig. 1). Sono state analizzate le serie storiche delle precipitazioni registrate ai pluviometri di Borgo a Mozzano (141 m s.l.m.), Mutigliano (34 m s.l.m.) e Vinchiana (91 m s.l.m.), acquisendo i dati di durata (D) e intensità (I) di pioggia degli eventi principali ed informazioni circa le frane attivate. Questo contributo sintetizza parte dei risultati relativi alla determinazione delle soglie pluviometriche per l’innesco di frane superficiali nella Media Valle del Serchio; per i cui approfondimenti si rimanda a GIANNECCHINI et al. (2012).

Le soglie pluviometriche critiche per l’innesco di frane superficiali nella Media Valle del Serchio (LU)

GIANNECCHINI, ROBERTO;GALANTI, YURI;D'AMATO AVANZI, GIACOMO ALFREDO
2012

Abstract

Da cap. Introduzione: I recenti nubifragi, così come quelli del 2011, 2010 e del 2009, hanno evidenziato ancora una volta la fragilità idrogeologica di un territorio in cui è sempre più difficile intervenire in materia di salvaguardia, sia per difficoltà strutturali, sia per cronica mancanza di investimenti. Ecco che, in tal senso, può essere estremamente utile disporre almeno di piani di allertamento che contribuiscano efficacemente nella gestione del rischio. In Valle del Serchio e in generale in Toscana settentrionale, piogge intense e concentrate si verificano piuttosto frequentemente, causando alluvioni e frane superficiali rapide (soil slip e debris flow, D’AMATO AVANZI et al., 2004). Ai fini della previsione di tali fenomeni e dell’allertamento delle strutture di Protezione Civile e della popolazione esposta al rischio, risulta particolarmente importante la conoscenza dei valori soglia, ovvero dei livelli minimi di pioggia necessari per il loro innesco. A tal proposito, il Gruppo di Geologia Applicata dell’Università di Pisa svolge da anni ricerche atte alla definizione delle soglie pluviometriche critiche per alcune aree a maggior rischio di frana della Toscana settentrionale e della Liguria orientale (GIANNECCHINI, 2006; GIANNECCHINI et al., 2010, 2012). Per la determinazione delle soglie pluviometriche critiche sono possibili due differenti approcci. Il primo comporta l’utilizzo di modelli deterministici che tengano conto del rapporto fra precipitazioni, pressione neutra e condizioni di stabilità dei versanti (MONTGOMERY & DIETRICH, 1994); il secondo, di tipo empirico o statistico, è basato sull’analisi a posteriori delle relazioni fra caratteristiche di pioggia e fenomeni d’instabilità (CAINE, 1980, GUZZETTI et al., 2008). Quest’ultimo approccio è stato utilizzato per definire le soglie pluviometriche per l’innesco di frane superficiali nella Media Valle del Serchio (Fig. 1). Sono state analizzate le serie storiche delle precipitazioni registrate ai pluviometri di Borgo a Mozzano (141 m s.l.m.), Mutigliano (34 m s.l.m.) e Vinchiana (91 m s.l.m.), acquisendo i dati di durata (D) e intensità (I) di pioggia degli eventi principali ed informazioni circa le frane attivate. Questo contributo sintetizza parte dei risultati relativi alla determinazione delle soglie pluviometriche per l’innesco di frane superficiali nella Media Valle del Serchio; per i cui approfondimenti si rimanda a GIANNECCHINI et al. (2012).
Giannecchini, Roberto; Galanti, Yuri; D'AMATO AVANZI, GIACOMO ALFREDO
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