"I reached the Alps: the soul within me burned, / Italia, my Italia, at thy name": the opening lines of Wilde's "Sonnet on Approaching Italy", which he wrote during one of his earliest and most culturally inspiring tours through our country, already give us an insight into the artist's fascination with the Italian landscape, as well as history and traditions. Together with the classical heritage, Italy seems to have stimulated Wilde's intellectual curiosity, artistic imagination, religious enthusiasm and, in a paradoxical twist that does not come unexpected, his craving for experience (let's just think of his post-incarceration days, which he spent with Alfred Douglas in Naples and Capri and, on his own, in Sicily, Liguria and Rome). This paper draws attention to the author's stay in Tuscany in the summer of 1875 (particularly Florence, the future setting of "A Florentine Tragedy", which is also taken into consideration here), where he travelled with Professor Mahaffy, his former tutor at Trinity. It was in fact in this period, rather than during his subsequent Florentine sojourn in 1894, that he found himself deeply receptive to the architectural and natural beauties of the place. In a clutch of texts which would be later collected in "Poems" (1881), a volume notoriously charged with plagiarism, extravagance and affected melancholy, the reader may nonetheless get some salient features of the confrontation of 21-year-old Oscar with the ideas of sin and atonement, the supernatural and the marvellous mystery of Roman Catholic rituals. In "San Miniato" one thus senses a mystical, pietistic atmosphere coexisting with a daring "carelessness" towards historical and factual truth. In other poems, such as "By the Arno", Wilde appears instead to be romantically hypnotized by the striking view of the Florentine valley at the break of day, which he depicts in meditative and palpably Keatsian tones. / "I reached the Alps: the soul within me burned, / Italia, my Italia, at thy name": i versi di apertura del "Sonnet on Approaching Italy", composto da Wilde durante uno dei suoi primi viaggi italiani -- tra quelli che maggiormente lo ispirarono dal punto di vista culturale -- testimoniano già la fascinazione dell'artista nei confronti del paesaggio, della storia e delle tradizioni del nostro paese. Insieme al classicismo, l'Italia sembra aver stimolato nell'autore la curiosità intellettuale, l'immaginario estetico, l'entusiasmo religioso e, in un paradossale ma prevedibile binomio, la sua sete d'esperienza (basti pensare al periodo della scarcerazione, trascorso con Alfred Douglas a Napoli e Capri e, per contro proprio, in Sicilia, in Liguria e a Roma). Il presente contributo si focalizza sul soggiorno wildiano in Toscana nell'estate del 1875 (in particolare a Firenze, la futura ambientazione di "A Florentine Tragedy", opera su cui ci si sofferma anche qui), dove l'autore si recò con il Professor Mahaffy del Trinity College. Fu infatti in quest'epoca, più che durante l'altra visita fiorentina del 1894, che Wilde si mostrò sensibile alle bellezze architettoniche e naturali del luogo. In una serie di testi successivamente inclusi in "Poems" (1881), volume notoriamente tacciato di plagio, stravaganza e sentimentalismo, emergeranno ciò nondimeno alcuni tratti essenziali relativi al confronto dell'Oscar ventunenne con le idee di peccato e espiazione, il trascendente e il meraviglioso mistero dei rituali cattolici. In "San Miniato" si coglierà così un'atmosfera mistica e pietistica a fianco di una provocatoria "noncuranza" verso i fatti e la verità storica. In altre poesie, come "By the Arno", Wilde appare invece romanticamente ispirato dallo straordinario panorama della vallata fiorentina all'alba, dipinta in toni meditativi e palpabilmente keatsiani.

"Oscar Wilde and Tuscany: Poetic and Metaphorical Configurations"

GIOVANNELLI, LAURA
2013

Abstract

"I reached the Alps: the soul within me burned, / Italia, my Italia, at thy name": the opening lines of Wilde's "Sonnet on Approaching Italy", which he wrote during one of his earliest and most culturally inspiring tours through our country, already give us an insight into the artist's fascination with the Italian landscape, as well as history and traditions. Together with the classical heritage, Italy seems to have stimulated Wilde's intellectual curiosity, artistic imagination, religious enthusiasm and, in a paradoxical twist that does not come unexpected, his craving for experience (let's just think of his post-incarceration days, which he spent with Alfred Douglas in Naples and Capri and, on his own, in Sicily, Liguria and Rome). This paper draws attention to the author's stay in Tuscany in the summer of 1875 (particularly Florence, the future setting of "A Florentine Tragedy", which is also taken into consideration here), where he travelled with Professor Mahaffy, his former tutor at Trinity. It was in fact in this period, rather than during his subsequent Florentine sojourn in 1894, that he found himself deeply receptive to the architectural and natural beauties of the place. In a clutch of texts which would be later collected in "Poems" (1881), a volume notoriously charged with plagiarism, extravagance and affected melancholy, the reader may nonetheless get some salient features of the confrontation of 21-year-old Oscar with the ideas of sin and atonement, the supernatural and the marvellous mystery of Roman Catholic rituals. In "San Miniato" one thus senses a mystical, pietistic atmosphere coexisting with a daring "carelessness" towards historical and factual truth. In other poems, such as "By the Arno", Wilde appears instead to be romantically hypnotized by the striking view of the Florentine valley at the break of day, which he depicts in meditative and palpably Keatsian tones. / "I reached the Alps: the soul within me burned, / Italia, my Italia, at thy name": i versi di apertura del "Sonnet on Approaching Italy", composto da Wilde durante uno dei suoi primi viaggi italiani -- tra quelli che maggiormente lo ispirarono dal punto di vista culturale -- testimoniano già la fascinazione dell'artista nei confronti del paesaggio, della storia e delle tradizioni del nostro paese. Insieme al classicismo, l'Italia sembra aver stimolato nell'autore la curiosità intellettuale, l'immaginario estetico, l'entusiasmo religioso e, in un paradossale ma prevedibile binomio, la sua sete d'esperienza (basti pensare al periodo della scarcerazione, trascorso con Alfred Douglas a Napoli e Capri e, per contro proprio, in Sicilia, in Liguria e a Roma). Il presente contributo si focalizza sul soggiorno wildiano in Toscana nell'estate del 1875 (in particolare a Firenze, la futura ambientazione di "A Florentine Tragedy", opera su cui ci si sofferma anche qui), dove l'autore si recò con il Professor Mahaffy del Trinity College. Fu infatti in quest'epoca, più che durante l'altra visita fiorentina del 1894, che Wilde si mostrò sensibile alle bellezze architettoniche e naturali del luogo. In una serie di testi successivamente inclusi in "Poems" (1881), volume notoriamente tacciato di plagio, stravaganza e sentimentalismo, emergeranno ciò nondimeno alcuni tratti essenziali relativi al confronto dell'Oscar ventunenne con le idee di peccato e espiazione, il trascendente e il meraviglioso mistero dei rituali cattolici. In "San Miniato" si coglierà così un'atmosfera mistica e pietistica a fianco di una provocatoria "noncuranza" verso i fatti e la verità storica. In altre poesie, come "By the Arno", Wilde appare invece romanticamente ispirato dallo straordinario panorama della vallata fiorentina all'alba, dipinta in toni meditativi e palpabilmente keatsiani.
Giovannelli, Laura
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