Sul territorio nazionale e regionale il tema del risparmio dell’acqua e la percezione di questa come risorsa finita è relativamente giovane e poco dibattuto, fatta eccezione per i periodi di emergenza idrica che in alcune zone del territorio portano alla ribalta la problematica. Su scala mondiale d’altra parte, ci si occupa spesso del problema dell’approvvigionamento idrico nei Paesi dove questo rappresenta ancora un limite allo sviluppo, all’abbattimento della povertà e della fame. Nel corso dell’ultimo Forum delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Johannesburg, 2002) è stato rinnovato l’intento di una gestione sostenibile e conservativa delle risorse naturali - prima fra tutte l’acqua - ed è stato trovato un accordo sull’obiettivo di dimezzare entro il 2015 il numero di persone che non ha accesso alle reti idriche e fognarie. Nei documenti del Forum la tecnologia è citata come un importante strumento di salvaguardia delle risorse idriche e un ruolo centrale è attribuito al trasferimento della tecnologia, specie nei paesi con scarse capacità di implementazione delle innovazioni. Al settore agricolo viene affidato l’obiettivo di realizzare piani di gestione integrata dell’acqua e del suolo, basati sull’uso sostenibile delle risorse e sull’integrazione dei potenziali socio-economici ed ambientali, con lo scopo di aumentare la capacità dei governi, delle autorità locali e delle comunità, di monitorare e gestire la quantità e la qualità di tali risorse. Nel nostro Paese, così come negli altri Paesi delle zone temperate, l’attenzione ricade attualmente soprattutto sulla tutela qualitativa dei corpi idrici: lo sforzo comune è ormai quello di assicurare il mantenimento della qualità odierna per le generazioni future e di scongiurare l’inquinamento dell’acqua per uso potabile o il deterioramento irreversibile degli ecosistemi. Nell’ambito di queste tematiche si è collocato IDRI, il progetto di ricerca e sviluppo scelto dall’ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione del Settore Agricolo-forestale) nel 2002 per sostenere la “Razionalizzazione dell’impiego delle risorse idriche e dei fertilizzanti nel florovivaismo”, obiettivo particolarmente strategico ed attuale per un settore come quello florovivaistico, che riveste un ruolo di primaria importanza nell’agricoltura toscana. Nel progetto, diretto dal Centro Sperimentale per il Florovivaismo di Pistoia (Ce.Spe.Vi) sono stati coinvolti diversi istituti di ricerca (Facoltà di Agraria di Pisa, di Milano e CNR di Firenze), alcuni partner imprenditoriali (florovivaisti, associazioni di categoria, aziende produttrici di mezzi tecnici), ed un’associazione ambientalista locale. La finalità è quella di raccogliere i dati necessari per lo sviluppo, anche sulla base di alcune sperimentazioni originali, di tecniche di irrigazione e di concimazione più efficienti in termini di uso dell’acqua e dei fertilizzanti e per il loro trasferimento successivo agli agricoltori, nell’ottica di una maggiore sostenibilità ambientale del processo produttivo florovivaistico.

Un caso di applicazione delle metodologie partecipative nello studio dell’introduzione delle innovazioni nel florovivaismo toscano: il progetto IDRI

BRUNORI, GIANLUCA;ROVAI, MASSIMO
2003

Abstract

Sul territorio nazionale e regionale il tema del risparmio dell’acqua e la percezione di questa come risorsa finita è relativamente giovane e poco dibattuto, fatta eccezione per i periodi di emergenza idrica che in alcune zone del territorio portano alla ribalta la problematica. Su scala mondiale d’altra parte, ci si occupa spesso del problema dell’approvvigionamento idrico nei Paesi dove questo rappresenta ancora un limite allo sviluppo, all’abbattimento della povertà e della fame. Nel corso dell’ultimo Forum delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Johannesburg, 2002) è stato rinnovato l’intento di una gestione sostenibile e conservativa delle risorse naturali - prima fra tutte l’acqua - ed è stato trovato un accordo sull’obiettivo di dimezzare entro il 2015 il numero di persone che non ha accesso alle reti idriche e fognarie. Nei documenti del Forum la tecnologia è citata come un importante strumento di salvaguardia delle risorse idriche e un ruolo centrale è attribuito al trasferimento della tecnologia, specie nei paesi con scarse capacità di implementazione delle innovazioni. Al settore agricolo viene affidato l’obiettivo di realizzare piani di gestione integrata dell’acqua e del suolo, basati sull’uso sostenibile delle risorse e sull’integrazione dei potenziali socio-economici ed ambientali, con lo scopo di aumentare la capacità dei governi, delle autorità locali e delle comunità, di monitorare e gestire la quantità e la qualità di tali risorse. Nel nostro Paese, così come negli altri Paesi delle zone temperate, l’attenzione ricade attualmente soprattutto sulla tutela qualitativa dei corpi idrici: lo sforzo comune è ormai quello di assicurare il mantenimento della qualità odierna per le generazioni future e di scongiurare l’inquinamento dell’acqua per uso potabile o il deterioramento irreversibile degli ecosistemi. Nell’ambito di queste tematiche si è collocato IDRI, il progetto di ricerca e sviluppo scelto dall’ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione del Settore Agricolo-forestale) nel 2002 per sostenere la “Razionalizzazione dell’impiego delle risorse idriche e dei fertilizzanti nel florovivaismo”, obiettivo particolarmente strategico ed attuale per un settore come quello florovivaistico, che riveste un ruolo di primaria importanza nell’agricoltura toscana. Nel progetto, diretto dal Centro Sperimentale per il Florovivaismo di Pistoia (Ce.Spe.Vi) sono stati coinvolti diversi istituti di ricerca (Facoltà di Agraria di Pisa, di Milano e CNR di Firenze), alcuni partner imprenditoriali (florovivaisti, associazioni di categoria, aziende produttrici di mezzi tecnici), ed un’associazione ambientalista locale. La finalità è quella di raccogliere i dati necessari per lo sviluppo, anche sulla base di alcune sperimentazioni originali, di tecniche di irrigazione e di concimazione più efficienti in termini di uso dell’acqua e dei fertilizzanti e per il loro trasferimento successivo agli agricoltori, nell’ottica di una maggiore sostenibilità ambientale del processo produttivo florovivaistico.
Bozzoli, T.; Brunori, Gianluca; Rovai, Massimo
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